Martedì 9 giugno 2026
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Colombia. Uribe presidente: "la violenza si finanzia con la droga"

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Un breve discorso, solo 20 minuti, quello di Alvaro Uribe Velez, pronunciato ieri per la cerimonia di insediamento alla presidenza della Repubblica. Nel frattempo fuori e vicino al Palazzo del Nariño, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) celebravano la giornata con l'ennesima ondata di violenza che ha portato ad almeno 17 morti. Quasi al termine del suo discorso Uribe ha parlato della violenza che affligge il Paese da 38 anni, appellandosi ad un intervento diretto del segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, come mediatore per il cessate il fuoco dei gruppi armati irregolari, guerriglia e paramilitari.
"La violenza si finanzia con un affare criminale internazionale: la droga; si sviluppa con armi fabbricate fuori dalla Colombia; nessuna democrazia puo' rimanere indifferente alle sofferenze del nostro popolo. Proseguiremo nel Plan Colombia con l'aggiunta dell'interdizione aerea e programmi pratici di sostituzione delle coltivazioni, come il pagamento ai campesinos che decidano di eradicare volontariamente le coltivazioni illegali e curare il recupero dei boschi. Manterremo il sentiero tracciato con gli Stati Uniti, busseremo alle porte dell'Europa e dell'Asia e sosterremo l'unita' delle proposte con i Paesi vicini. Se non sconfiggeremo la droga, la droga distruggera' la nostra liberta', il nostro equilibrio ecologico e eliminera' definitivamente l'illusione di vivere in pace". Cosi' Uribe, neopresidente della Colombia, il primo Paese produttore di cocaina del mondo, che copre il 70% del mercato.
Secondo fonti Usa, escono dal Paese circa 580 tonnellate di droga all'anno. I gruppi armati illegali del Paese (Farc: 17 mila uomini; Eln: 5 mila, e paramilitari, ex Auc, 10 mila) si finanziano per lo piu' con sequestri e narcotraffico. Secondo "l'autodenuncia" di Carlos Castaño, capo politico dei paramilitari delle Accu, dal narcotraffico deriva almeno il 70% delle entrate finanziarie.
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