Colombia. Uribe: "Soia e coca distruggono l'Amazzonia"
Secondo quanto afferma il presidente colombiano Alvaro Uribe, le maggiori minacce attuali per la foresta amazzonica sono le piantagioni di coca del narcotraffico e le vastissime piantagioni estensive di soia. Per la prima volta, Uribe ha indicato il narcotraffico come uno dei grandi pericoli per la preservazione ecologica dell'Amazzonia."Se non riusciremo a frenare la crescita del narcotraffico -ha detto- la droga potra' distruggere il bacino amazzonico nel giro di una o due generazioni. Da noi la situazione e' gravissima: nell'Amazzonia colombiana, 1,7 milioni di ettari di foresta sono gia' stati rasi al suolo per fare spazio alle piantagioni clandestine. Se permetteremo al narcotraffico di continuare a fare da padrone nella selva, esiste un rischio molto grande di distruzione della foresta, che e' un patrimonio ecologico essenziale del pianeta". L'allarme lanciato da Uribe va ad affiancarsi a quello delle ong ambientali che segnalano l'invasione della fascia sud della foresta amazzonica da parte delle colture estensive di soia negli ultimi cinque anni. Prima concentrata nel centro-ovest del Brasile, e in particolare nello stato del Mato Grosso (il cui governatore, Blairo Maggi, e' il piu' grande produttore mondiale di soia), la coltura della soia si sta rapidamente estendendo verso nord, e cioe' verso l'Amazzonia, perche' con il clima piu' caldo e umido la soia acquista produttivita' e redditivita' straordinarie, con due raccolti all'anno.
La soia e la coca hanno cosi' soppiantato l'allevamento del bestiame (per il quale invece il clima amazzonico non e' favorevole) come maggiori minacce alla foresta amazzonica.
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