Domenica 7 giugno 2026
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Colombia. Vescovi chiedono a Governo misure eccezionali contro poverta'

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Il governo del presidente Alvaro Uribe deve prendere misure eccezionali per fare fronte a una situazione sociale gravissima nella quale dominano gli squilibri dovuti alla poverta' e al problema degli sfollati. Una situazione che fra le diverse cause trae anche origine dalla lotta armata dei gruppi guerriglieri, del narcotraffico e dei paramilitari che da circa quarant'anni sta devastando il Paese. E' questo l'allarme lanciato dai vescovi della Colombia che denunciano le gravi ingiustizie di cui e' vittima gran parte della popolazione civile.
Il contesto sociale della Colombia presenta un quadro per molti versi preoccupante denunciano i presuli: i dati ufficiali recenti confermano che un 50 per cento della popolazione patisce la poverta'.
Un 20 per cento rientra nella categoria delle persone indigenti. La Chiesa, al tempo stesso, ha rinnovato la sua preoccupazione di fronte alla crisi umanitaria interna, ritenuta fra le piu' gravi nei Paesi occidentali.
I vescovi della Colombia hanno lanciato, in particolare, un accorato appello per far fronte con misure tempestive ed efficaci al fenomeno degli sfollati forzati, che nel 2004 erano otre 4 milioni 600 mila persone. Il vescovo di Barrancabermeja, Jaime Prieto Amaya, ha ricordato, nei giorni scorsi, che all'attuale esercito di persone costrette a fuggire senza una destinazione precisa si aggiungono 780 colombiani al giorno che devono abbandonare casa e lavoro.
Secondo i dati in possesso della Chiesa, il 51 per cento degli sfollati si trova in questa drammatica situazione 'perche' minacciata seriamente' dalle violenze incrociate che da molti anni devastano il Paese. 'Quest'emergenza umanitaria ha colpito gravemente la nostra Patria - ha sottolineato mons. Rube'n Salazar Go'mez, arcivescovo di Barranquilla - Dobbiamo abbandonare l'indifferenza e prendere coscienza del fatto che occorre trovare presto delle soluzioni adeguate'. I presuli colombiani fanno un richiamo speciale, chiedendo risposte 'immediate ed efficaci', soprattutto di fronte alla situazione che colpisce i bambini minori di 10 anni, settore sociale in cui si concentrano i maggiori indici di poverta'.
Il documento della Pastorale sociale della Chiesa colombiana, 'La pace e' possibile; per una pace negoziata e giusta', in sostanza chiede al governo di 'decretare uno stato di emergenza sociale nazionale'. Secondo mons. He'ctor Fabio Henao, 'e' necessario rivedere una politica economica che sta favorendo pochi settori e si rivela ingiusta', in un Paese in cui 2 milioni e mezzo di bambini sono costretti a lavorare per sostenere le loro famiglie.
Gia' lo scorso 26 luglio, l'episcopato colombiano aveva lanciato un programma per garantire la sicurezza alimentare ad un totale di 13.075 famiglie (oltre 65 mila persone) di solo 4 Dipartimenti del Paese e che rientrano nella categoria degli 'sfollati'. Infine, va anche ricordato che nell'emergenza umanitaria si include una delle piaghe peggiore in Colombia: i sequestri portati a compimento o per motivazione politiche oppure a scopo di estorsione. Secondo dati ufficiale della Chiesa, gia' nel 1990 i rapimenti erano oltre 1.000. Nel 1998, si registrarono 2.000 casi ed oggi gli ostaggi, 'a vario titolo', sono oltre 2.490.
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