Colonnello della Guardia Civil implicato nel narcotraffico
Le indagini della Guardia Civil che accusano il colonnello del loro corpo Franciso Garcìa Santaella di aver raccolto 480.000 euro in tangenti a beneficio di narcotrafficanti, stimano che l'alto ufficiale abbia elaborato una strategia ad ampio raggio per poter diventare il direttore dell'unita' Antidroga nel giro di due anni. “Eliminata in modo anomalo la catena gerarchica naturale e arrogandosi in esclusiva la direzione dei collaboratori in materia di narcotraffico, non tutti, ma solo quelli che gli interessavano”, dice il rapporto del giudice istruttore di Granada.
Garcìa Santaella aveva pianificato operazioni in tre fasi (introdurre l'hashish, stockarlo e utilizzarlo) mentre proponeva la vendita dei luoghi dove nascondere la merce. Nella sua escalation nella direzione della Guardia Civil nel 2005, controllava tutta l'unita' della Policia Judicial y de Informaciòn, ma si era concentrato sull'Antidroga (Equipo de Delincuencia Organizada y Antidroga -EDOA), fino al punto di controllare personalmente le operazioni sulla costa. Il colonnello premiava i suoi agenti con decorazioni, ricompense e attestati di merito, dopo aver coinvolto delle false' unita' che non erano direttamente implicate nel narcotraffico internazionale.
Nei suoi rapporti con le organizzazioni criminali, il colonnello aveva messo in pericolo di vita anche i propri agenti, poiche' le bande conoscevano i dispositivi e i meccanismi di vigilanza.
Garcìa Santaella aveva pianificato operazioni in tre fasi (introdurre l'hashish, stockarlo e utilizzarlo) mentre proponeva la vendita dei luoghi dove nascondere la merce. Nella sua escalation nella direzione della Guardia Civil nel 2005, controllava tutta l'unita' della Policia Judicial y de Informaciòn, ma si era concentrato sull'Antidroga (Equipo de Delincuencia Organizada y Antidroga -EDOA), fino al punto di controllare personalmente le operazioni sulla costa. Il colonnello premiava i suoi agenti con decorazioni, ricompense e attestati di merito, dopo aver coinvolto delle false' unita' che non erano direttamente implicate nel narcotraffico internazionale.
Nei suoi rapporti con le organizzazioni criminali, il colonnello aveva messo in pericolo di vita anche i propri agenti, poiche' le bande conoscevano i dispositivi e i meccanismi di vigilanza.
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