Sabato 6 giugno 2026
Menu

Coltivazioni marijuana. Lo stato dell'arte

EUROPA - ALBANIA
Notizia ·
L'Albania sembra aver voltato pagina e grazie anche al sostegno offerto dall'Italia, la coltivazione della marijuana nel 2017 si e' ridotta drasticamente. I dati pubblicati a Tirana dalla Guardia di finanza italiana che per oltre 4 mesi ha effettuato il monitoraggio aereo delle piantaggioni di cannabis sativa, rivelano che la superficie coltivata si e' ridotta a solo circa 2 ettari. Il ministro italiano dell'Interno, Marco Minniti, in visita ufficiale nella capitale albanese lo scorso venerdi, ha parlato di "risultati sorprendenti", auspicando pero' "una piu' incisiva lotta alla criminalita' organizzata, per colpire i cosiddetti intoccabili". Sull'argomento Minniti ha discusso anche con il suo omologo albanese Fatmir Xhafaj, con il quale ha firmato un protocollo d'intesa per il rafforzamento della collaborazione nella lotta al terrorismo e per il contrasto allla tratta degli esseri umani. 
Nel 2016 il fenomeno della coltovazione della marijuana ha registrato una paurosa diffusione in quasi tutto il paese. Alle accuse dell'opposizione di centro destra guidata da Lulzim Basha, che ha parlato di un'attivita' svoltasi "con il tacito accordo delle autorita'", il governo si e' difeso per mesi interi sostenendo che le grandi aree distrutte non dimostrerebbero il propagarsi della coltivazione, ma una maggiore capacita' di contrasto messa in campo dalla polizia. Tuttavia, all'inizio dello scorso anno il governo e' stato costretto a definire una strategia nazionale contro la coltivazione della marijuana. L'attuale ministro dell'Interno Xhafaj e' stato il primo ad ammettere gia' in primavera "la preoccupante situazione" venutasi a creare, e alcuni casi di complicita' degli agenti e persino di alcuni dirigenti della polizia di Stato. 
Anche nel suo intervento alla presentazione del rapporto della Gdf, Xhafaj ha dichiarato che nel 2016 si e' verificata "una sensibile crescita delle superficie coltivate. Che sia dovuta all'euforia o all'incapacita' delle nostre strutture, o magari dal sofisticarsi dell'attivita' dei gruppi criminali, questo rimane ancora da verificare. Tuttavia, il danno subito e' stato grande", ha detto il ministro albanese spiegando che "in queste attivita' criminali sono stati coinvolti molti contadini innocenti, venendo meno anche l'interesse per un normale sviluppo agricolo dei loro terreni". Riferendosi invece al coinvolgimento della polizia, Xhafaj ha detto che "alcuni suoi ufficiali sono stati incapaci ad adempiere ai loro doveri, mentre molti altri hanno taciuto in cambio di ricompense finanziarie o per paura". 
Le conseguenze di quanto avvenuto lo scorso anno, pesano ancora. La polizia albanese continua a sequestrare ingenti quantitativi di marijuana. Mentre la Gdf italiana, solo nel 2017 ha sequestrato tra operazioni svolte in mare e sulle proprie coste del sud, oltre 33 tonnellate di cannabis sativa proveniente dall'Albania, circa il triplo rispetto il 2016. Il ministro albanese ha pero' ribadito che "il governo ha riconosciuto questa realta' ed ha reagito senza equivoci. Ci siamo posti l'obiettivo di cancellare l'Albania dalla mappa dei paesi che coltivano la cannabis sativa, e possiamo dire che in questa prima fase del processo ci siamo riusciti", ha osservato Xhafaj, secondo il quale i risultati dell'attivita' di monitoraggio della Gdf italiana ne sarebbero la testimonianza. Sono 88 le piantagioni, individuate grazie ad un velivolo dotato di alta tecnologia, sparse su una superficie di 1,9 ettari. Nel 2016 invece erano 2.086 le piantagioni identificate dalla Gdf su una superficie di oltre 213 ettari.
Drastico calo di seguito anche del numero delle piante distrutte grazie alle segnalazioni avute dal monitoraggio aereo: poco piu' di 4.800 quest'anno, mentre nel 2016 erano oltre 753 mila. In totale, la polizia albanese nel 2017 ha sdradicato oltre 50 mila piante, mentre un anno fa, la quota era di circa 2,6 milioni. A differenza del passato, su richiesta delle autorita' albanesi, nel 2017 i sorvoli della Guardia di finanza italiana sono stati anticipati di 40 giorni, partendo gia' nel mese di maggio. Mentre grazie ad un finanziamento dell'Unione europea, la loro conclusione e' stata rinviata a oltre la meta' dello scorso mese di settembre. Il numero delle missioni e' salito da 42 a 53 ed anche le ore di volo da circa 106 ore nel 2016, a oltre 129 quest'anno. Il ministro albanese ha piu' volte ringraziato l'impegno dell'Italia e della Gdf, il cui comandante generale Giorgio Toschi ha ribadito che la polizia finananziaria intende "proseguire questa fondamentale collaborazione. Il corpo - ha sottolineato il generale Toschi - continuera' a garantire il massimo impegno per rendere sempre piu' efficaci gli interventi repressivi".
Anche il ministro dell'Interno Minniti, il quale ha partecipato all'evento di presentazione dei risultati della missione del Gdf, ha parlato di "un'operazione di successo. Ma le operazioni di successo si verificano nel tempo - ha osservato -, noi abbiamo avuto un risultato straordinario quest'anno, dobbiamo mantenerlo anche nei prossimi anni". Minniti ha fatto sapere di aver discusso con l'omologo albanese Xhafaj anche della necessita' "di un'azione sempre piu' forte ed incisiva nel contrasto alla criminalita' organizzata" chiarendo che dal governo italiano e da lui stesso "ci sara' la piena e totale collaborazione" a sostegno di questa lotta che "e' un obiettivo strategico anche del governo albanese". Il ministro italiano ha ribadito che adesso bisogna "colpire i trafficanti, le grandi organizzazioni che gestiscono il traffico, ma soprattutto i cosiddetti intoccabili. Perche' in Europa, in Albania, in Italia, non ci sono intoccabili. Penso che questo sia un obiettivo cruciale verso il quale dobbiamo lavorare insieme", ha detto Minniti. 
Alle sue parole ha fatto eco anche l'omologo albanese. "Con il risultato di quest'anno abbiamo fatto un passo molto significativo. Sono convinto che si tratti solo di una tappa nella nostra lotta al fenomeno", ha detto Xhafaj aggiungendo che "dobbiamo essere modesti, perche' la battaglia prosegue e sara' ancor piu' forte, adesso contro chi ha finanziato questa criminale impresa, contro le organizzazioni criminali coinvolte nella coltivazione e nel traffico di cannabis e delle altre sostanze stupefacenti. Siamo impegnati a dare la caccia a loro ed ai loro patrimoni criminali", ha ribadito il ministro albanese. Xhafaj e Minniti hanno siglato anche un protocollo d'intesa in materia di rafforzamento della collaborazione bilaterale nel contrasto al terrorismo e alla tratta di esseri umani.
L'obiettivo e' quello di attivare iniziative che possano contribuire a rafforzare il quadro della sicurezza interna di entrambi i paesi, attraverso una collaborazione operativa fondata sia su un efficace scambio di informazioni e di esperienze, incluso il settore della formazione, che sulla consulenza per l'identificazione e l'individuazione di soggetti sospettati di attivita' connesse al terrorismo internazionale e alla tratta di esseri umani. L'accordo prevede la possibilita' di condurre operazioni congiunte nei rispettivi territori nazionali, a fini preventivi, per l'individuazione di soggetti sospettati di terrorismo o di tratta. Il terrorismo, insieme alla lotta al narcotraffico e all'immigrazione illegale, sono state identificate da Minniti quali "le tre grandi sfide da affrontare", non solo in Albania, ma nell'intera regione dei Balcani dove "si gioca una partita cruciale", ha detto Minniti, sottolineando che "su queste tre questioni c'e' bisogno di una cooperazione internazionale piena e consapevole". 
(agenzia stampa Nova del 05/11/2017)
 
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →