Per combattere la crisi aumenta il consumo di cibi locali
Quasi due terzi degli italiani (il 64%) si difendono dai rischi alimentari e dal caro prezzi acquistando cibi locali che risentono meno dei passaggi di mano e offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinita'.
E' quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine che studia il trasferimento degli effetti della crisi dai mercati finanziari all'economia reale, realizzata da Coldiretti - Swg e presentata all'ottavo Forum dell'Agricoltura e dell'Alimentazione a Villa d'Este a Cernobbio.
'La crisi economica ha messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale - spiega il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - si consumano i prodotti realizzati dove costa meno, mentre oggi e' necessario favorire la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi'.
Per quanto riguarda i canali distributivi sono in netto calo di negozi al dettaglio specializzati, stazionari o in leggero calo super e ipermercati. Crescono hard discount e mercati rionali.
E' quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine che studia il trasferimento degli effetti della crisi dai mercati finanziari all'economia reale, realizzata da Coldiretti - Swg e presentata all'ottavo Forum dell'Agricoltura e dell'Alimentazione a Villa d'Este a Cernobbio.
'La crisi economica ha messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale - spiega il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - si consumano i prodotti realizzati dove costa meno, mentre oggi e' necessario favorire la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi'.
Per quanto riguarda i canali distributivi sono in netto calo di negozi al dettaglio specializzati, stazionari o in leggero calo super e ipermercati. Crescono hard discount e mercati rionali.
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