Come riformare Bankitalia secondo Francesco Cossiga
Bisogna riformare il sistema di tutela e controllo sul sistema bancario, stante "la vetusta' e l'inadeguatezza dei sistemi attuali", come hanno dimostrato le crisi Cirio e Parmalat che hanno anche fatto emergere "l'inadeguatezza congiunta di Consob e Bankitalia". Lo afferma Francesco Cossiga in un intervento sul quotidiano "Il Sole-24 Ore", dove sottolinea che comunque il "vero nodo" e' la riforma della Banca d'Italia, mettendo fine alla "monarchia assoluta e vitalizia" del governatore.
Dopo aver analizzato il percorso storico che ha portato Bankitalia ad "appropriarsi de facto e in toto" dei compiti e funzioni gia' in capo all'Ispettorato per la Vigilanza sul credito e la tutela del risparmio del Tesoro che gli erano stati conferiti in delega, propone due ricette per un sistema di vigilanza piu' funzionale, che tuteli meglio i risparmiatori.
Difatti, secondo Cossiga, quest'ultimi sono stati sacrificati "perche' il Governatore e gli uffici che da lui dipendono hanno ritenuto piu' utile alla stabilita' finanziaria ed economica del Paese tutelare gli interessi ancorche' fraudolenti degli istituti di credito rispetto agli interessi dei risparmiatori che, anche per la loro faciloneria e ignoranza, erano stati 'oggettivamente truffati'". La prima proposta di Cossiga e' dunque e' quella di "un'unica Authority, impiantata sul tronco della vecchia Consob, dove siano accorpate non solo parte delle funzioni della vecchia Bankitalia, e anche dell'Isvap e della Consob stessa, ma attribuire ad essa l'intero complesso delle funzioni di vigilanza sugli istituti di credito che oggi rimarrebbero ancora in gran parte, con una pericolosa frammentazione, in capo alla stessa Bankitalia".
"Il vero nodo da affrontare, tuttavia e' costituito dalla riforma dello statuto di Bankitalia, specialmente con riguardo al modello di nomina del Governatore, "ponendo anche fine al carattere di monarchia assoluta e vitalizia proprio dell'istituto del Governatore" e ridisegnando "in modo piu' realistico la natura giuridica della Banca d'Italia e il suo ordinamento".
Una volta "riformata", osserva Cossiga, "potrebbe essere la Banca d'Italia stessa la nuova Authority, senza la necessita' di inventarne un'altra".
"Comprendo le difficolta' in cui si trova Giulio Tremonti e che lo hanno portato a proporre una riforma di portata inferiore al necessario. Egli ha evidentemente subito una forte pressione politica da parte dei grandi protettori della Banca d'Italia e di Antonio Fazio, i prestigiosi leader di An e dell'Udc".
Dopo aver analizzato il percorso storico che ha portato Bankitalia ad "appropriarsi de facto e in toto" dei compiti e funzioni gia' in capo all'Ispettorato per la Vigilanza sul credito e la tutela del risparmio del Tesoro che gli erano stati conferiti in delega, propone due ricette per un sistema di vigilanza piu' funzionale, che tuteli meglio i risparmiatori.
Difatti, secondo Cossiga, quest'ultimi sono stati sacrificati "perche' il Governatore e gli uffici che da lui dipendono hanno ritenuto piu' utile alla stabilita' finanziaria ed economica del Paese tutelare gli interessi ancorche' fraudolenti degli istituti di credito rispetto agli interessi dei risparmiatori che, anche per la loro faciloneria e ignoranza, erano stati 'oggettivamente truffati'". La prima proposta di Cossiga e' dunque e' quella di "un'unica Authority, impiantata sul tronco della vecchia Consob, dove siano accorpate non solo parte delle funzioni della vecchia Bankitalia, e anche dell'Isvap e della Consob stessa, ma attribuire ad essa l'intero complesso delle funzioni di vigilanza sugli istituti di credito che oggi rimarrebbero ancora in gran parte, con una pericolosa frammentazione, in capo alla stessa Bankitalia".
"Il vero nodo da affrontare, tuttavia e' costituito dalla riforma dello statuto di Bankitalia, specialmente con riguardo al modello di nomina del Governatore, "ponendo anche fine al carattere di monarchia assoluta e vitalizia proprio dell'istituto del Governatore" e ridisegnando "in modo piu' realistico la natura giuridica della Banca d'Italia e il suo ordinamento".
Una volta "riformata", osserva Cossiga, "potrebbe essere la Banca d'Italia stessa la nuova Authority, senza la necessita' di inventarne un'altra".
"Comprendo le difficolta' in cui si trova Giulio Tremonti e che lo hanno portato a proporre una riforma di portata inferiore al necessario. Egli ha evidentemente subito una forte pressione politica da parte dei grandi protettori della Banca d'Italia e di Antonio Fazio, i prestigiosi leader di An e dell'Udc".
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