Domenica 7 giugno 2026
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Comitato di 'Bioetica' scopre la Costituzione: paziente cosciente ha diritto a cessare le terapie

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Dovra' essere valutato caso per caso se la richiesta del paziente autonomo che, consapevolmente, rinuncia a determinate terapie, accettando cosi' il decorso naturale della malattia, col supporto di doverose e appropriate cure palliative, possa configurare o meno l'ipotesi di una richiesta eutanasica". Il Comitato nazionale per la bioetica (Cnb) chiarisce i termini di una difficile e contestata distinzione sul fine vita dei malati nel documento 'Rifiuto e rinuncia consapevole al trattamento sanitario nella relazione paziente-medico', che verra' votato oggi dall'organismo della Presidenza del Consiglio. E che l'Adnkronos Salute e' in grado di anticipare. 
"Quando, nel caso di paziente competente in condizione di dipendenza, la rinuncia alle cure richieda, per essere soddisfatta, un comportamento attivo da parte del medico - aggiunge il Cnb - va riconosciuto il diritto a quest'ultimo di astensione da comportamenti ritenuti contrari alle proprie concezioni etiche e professionali. Tuttavia - evidenzia il documento - si ritiene necessario che il Sistema sanitario garantisca l'attuazione concreta ed effettiva della richiesta di rinuncia al trattamento sanitario avanzata dal paziente competente".
E' cio che l'articolo 32 della Costituzione dice gia' dal 1948. Anche se con sessanta anni di ritardo, anche il Comitato di Bioetica, oltre alla Cassazione e alla Consulta, sembra ora farlo proprio.

"Parlare di testamenti biologici vincolanti per il medico e' fuorviante ed eticamente infondato". Invece e' "quanto mai necessario", a causa delle "derive di una certa giurisprudenza imprudente" impegnarsi per una legge che "eviti tale pericolose derive" e "rinsaldi i principi di difesa della vita e di tutela dell'alleanza terapeutica". Lo ha affermato mons. Claudio Giuliodori intervenendo al convegno dell'universita di Macerata "Le sfide del prendersi cura". Secondo il vescovo, la "prossimita' privata, tarata sull'etica individualistica" sposta "pericolosamente" il concetto del bene e l'intervento medico "dalla salute della persona e dalla vita in quanto tale, da tutelare sempre e comunque, alla volonta' del paziente". "Il timore - ha spiegato - e' che spostando il baricentro del prendersi cura sulla volonta' del paziente si finisca per legittimare il 'passare oltre', come ben stigmatizzato da Gesu' nel racconto evangelico della parabola del Buon Samaritano". Ex portavoce della Cei e attuale vescovo di Macerata, mons. Giuliodori e' membro del Consiglio Episcopale Permanente in quanto presidente della Commissione EPiscopale per la cultura e le Comunicazioni Sociali.    

La decisione adottata dal Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb) di 'riconoscere il diritto al rifiuto delle cure da parte del paziente afferma un principio estremamente importante, del quale non si potra' non tenere conto in merito ad una legge sul testamento biologico'. Lo dichiara Silvana Mura, deputata di Idv e membro della commissione affari sociali. 'Premesso che il documento dovra' essere letto con attenzione e che questo non ha tenuto conto dei pazienti incapaci di esprimere una scelta consapevole - afferma Mura in una nota - il Cnb riconosce la preminenza della volonta' del paziente su qualsiasi tipo di cura. E' evidente - prosegue - che una decisione in questo senso apre la strada anche al riconoscimento di una dichiarazione di volonta', inconfutabilmente espressa in forma scritta, nella quale si esprime diniego a ricevere cure mediche in stati di incoscienza come quello vegetativo permanente'. Se cosi' non fosse, conclude Mura, 'si verrebbe a creare una disparita' di trattamento nel rispetto della volonta' del paziente proprio in danno di quello piu' debole perche' incosciente, e che dunque non ha modo di far valere la sua volonta' gia' espressa in forma scritta'.    

Nell'ambito della futura legge sul Testamento biologico, 'non credo che il legislatore possa definire trattamenti' quali alimentazione e idratazione artificiali. Lo ha affermato il presidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), Francesco Paolo Casavola, a margine della presentazione del documento approvato oggi dal Comitato sul tema del rifiuto delle cure salvavita: 'Spero - ha detto - si faccia una legge organica'. 'La definizione di idratazione e alimentazione - ha spiegato Casavola ai microfoni di Econews - e' una questione di natura tecnica, e non credo che su questo punto il legislatore possa scendere. Secondo alcuni alimentazione e idratazione forzata richiedono tecnologie particolari, per cui non si tratta di dare un boccone o dare un sorso d'acqua. Poi - ha aggiunto - bisogna vedere se questo trattamento abbia funzione solo di sostentamento dell'aspetto vegetativo o contribuisca con altre terapie a favorire la guarigione. Mi pare difficile che il legislatore scenda fino a definire questi trattamenti come terapeutici o come sostentamento'. Casavola ha quindi espresso l'auspicio che 'si faccia una legge organica, indipendentemente da come sara' orientata'. Tutti i temi della fine della vita, ha concluso, dovrebbero essere affrontati: 'Non si puo' immaginare una legge che lasci tutto nel vago'.    

"Da una a prima analisi del testo del documento approvato ieri dal Comitato nazionale di bioetica risulta evidente che si e' voluta aprire una significativa deriva verso il diritto all'eutanasia". Questo il commento della senatrice Laura Bianconi vice capogruppo dei senatori del Pdl e componente della commissione Igiene e Sanita'. Per Bianconi quella approvata ieri dal Comitato e' "una forzatura senza precedenti che non solo va contro al principio della indisponibilita' del diritto alla vita, ma sancisce in modo inequivocabile l'assoluta inosservanza del rapporto privilegiato del paziente con il suo medico, prevedendo che quest'ultimo si debba astenere dal porre in essere anche quegli atti non di cura ma di normale sostentamento vitale quali l'idratazione, la nutrizione e la ventilazione". Il Comitato, insiste Bianconi, "vuole far passare il principio che qualsiasi malato puo' consapevolmente chiedere di essere lasciato morire, se e' necessario, anche con l'aiuto del medico pronto ad interrompergli tali atti di vitale sostentamento. Questo- conclude- e' un vero e proprio riconoscimento a porre in essere pratiche eutanasiche. L'uomo non puo' essere considerato una macchina da rottamare solo perche' troppo vecchia o mal funzionante, la dignita' della persona e' un bene ed un diritto supremo dal suo concepimento fino alla morte naturale e la bioetica questo non puo' cambiarlo".   
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