Commissario Reding: verso legge contro caro sms in roaming
Gli sms inviati all'estero costano ancora troppo: il commissario per la societa' dell'informazione, Viviane Reding, ha quindi deciso di non aspettare oltre e di proporre oggi di seguire la via normativa per obbligare le societa' di telecomunicazioni a operare una drastica ed effettiva riduzione delle tariffe. Secondo fonti della Commissione Ue, il prezzo medio di un sms inviato dal territorio di un altro Stato membro viaggia sui 30 centesimi, ben al di sopra dei costi reali del roaming internazionale. E si tratta di un prezzo rimasto invariato negli ultimi mesi, anche se le compagnie di telefonia mobile si erano impegnate, su base volontaria, a diminuire le tariffe entro il primo luglio di quest'anno. Domani Reding presentera' le conclusioni di un'analisi sul mercato degli sms, un'analisi che, spiegano fonti comunitarie, 'conferma che le tariffe al primo luglio non sono diminuite'. Per questo la commissaria lancera' l'idea di un regolamento che imponga alle compagnie di abbattere i prezzi, come gia' avvenuto con le telefonate all'estero. I tetti massimi per le tariffe degli sms verranno presentati solo in autunno, quando il relativo regolamento Ue vedra' la luce, ma intanto a Bruxelles gia' circolano dei numeri. Il commissario sarebbe intenzionato a imporre un prezzo di 12 centesimi a messaggio mentre la maggioranza dei membri dell'Erg, il gruppo dei regolatori europei, punta ad una forchetta che varia tra i 10 ed i 15 centesimi per messaggio, ossia tra un terzo e la meta' del prezzo attuale. Alcuni regolatori vorrebbero pero' spingersi piu' avanti, ipotizzando un prezzo massimo all'ingrosso di 4 centesimi. L'anno scorso Reding aveva gia' preso di petto le compagnie telefoniche imponendo un tetto massimo per le chiamate effettuate e ricevute all'estero dai telefoni cellulari, erodendo cosi' gli enormi introiti prodotti dal roaming. Ora la commissaria riparte all'attacco prendendo di mira gli sms, con la speranza che il regolamento possa ricevere l'approvazione dei ministri delle telecomunicazioni dei 27 e del Parlamento europeo entro la fine della legislatura, che scade nel giugno 2009. In questa maniera Bruxelles avrebbe in mano un argomento europeista forte per le elezioni dell'anno prossimo, e i or=red>consumatori una bolletta meno bollente in vista delle successive vacanze estive. Intanto gia' si parla seriamente di un altro fronte, quello del data roaming, la navigazione su internet al di la' della frontiera. Secondo l'ultimo rapporto dell'Erg, scaricare un megabyte costa in media 3,5 euro, ma si arriva anche agli 11 euro in alcuni Stati membri. Per i regolatori nazionali, Bruxelles dovrebbe intervenire anche su questo campo e Reding non lo esclude affatto.
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