Sabato 6 giugno 2026
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Commissione per affrontare quote immigrazione

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
 E' possibile mettere in piedi una politica di quote migratorie credibile ed efficace, che metta in atto concretamente la politica dell'"immigrazione scelta e non subita" annunciata da Nicolas Sarkozy sin da quando era ministro dell'Interno?

A questo quesito dovra' tentare di dare una risposta la commissione presieduta dall'ex presidente del Consiglio costituzionale, Pierre Mazeaud, e inaugurata ieri dal ministro dell'Immigrazione, dell'integrazione e della cooperazione allo sviluppo Brice Hortefeux.

La commissione avra' il difficile compito di riflettere alla "cornice giuridica" della nuova politica di immigrazione voluta dal presidente della Repubblica e proporre, all'occorrenza, una revisione della Costituzione. I suoi lavori devono concludersi entro il mese di maggio.

Nel'inaugurare i lavori della commissione, Hortefeux ribadito quanto sostenuto da Sarkozy, Hortefeux ha dichiarato infatti che "il sistema francese di integrazione nel suo insieme ha fallito", mettendo in evidenza l'elevata concentrazione di immigrati in alcune regioni francesi e l'elevato tasso di disoccupazione in seno alla popolazione immigrata, diplomati e laureati compresi.

Hortefeux dichiarato poi che "la Francia ha il diritto di scegliere chi vuole e chi puo' accogliere sul suo territorio" e ha precisato che e' sin da ora "escluso che vengano fissate quote per i richiedenti asilo", ma chiesto invece che venga fissato anno per anno un "numero di immigrati ammessi in Francia, in conformita' con le capacita' di accoglienza della nazione".

All'interno di questa categoria, occorrera', secondo Hortefeux, definire delle quote "per ciascuna componente dell'immigrazione" (professionale, famigliare, universitaria), per portare al 50% del totale la proporzione dell'immigrazione economica (attualmente il raggruppamento famigliare e' all'origine del 75% circa del flusso migratorio).

Ostile a una ripartizione etnica o per nazionalita', Hortefeux auspica inoltre che vengano introdotte quote per categoria e per regioni. Un punto quest'ultimo, quello delle quote per origine geografica, che si scontra con il principio di eguaglianza dinanzi alla legge sancito dall'articolo primo della Costituzione francese e contro l'articolo 13 del trattato di Amsterdam, che vieta le discriminazioni fondate tra l'altro sull'origine.

Le Monde
cita il caso della Spagna e dell'Italia in quanto paesi che hanno imposto delle quote per paese d'origine, ma sostiene il quotidiano, "la loro esperienza mette in evidenza il limite della politica delle quote, poiche', confrontati all'arrivo di migliaia di clandestini, questi due paesi sono dovuti ricorrere a regolarizzazioni massicce".

La commissione ha anche come compito quello di riflettere sulla semplificazione del contenzioso degli stranieri, in modo da consentire una regolarizzazione piu' semplice di quelli che riempiono le condizioni per ottenere un titolo di soggiorno e semplificare le espulsioni per quelli in situazione irregolare.
Hortefeux non si e' infine espresso sulle quote di immigrati da espellere. Nel 2006 e nel 2007, l'indicazione da parte di Sarkozy di quote di espulsioni da compiere aveva sollevato molti dubbi da parte dei costituzionalisti e le proteste delle associazioni per i diritti civili, che denunciavano gli abusi commessi dalle forze dell'ordine per raggiungere le quote fissate.
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