La Commissione continua l'attacco alle alte tariffe dei cellulari
Nuova offensiva della Commissione europea contro il caro-telefonino: 'L'obiettivo e' di abbassare i costi delle telefonate di circa il 70% nei prossimi tre anni', ha promesso il commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, che ha annunciato per la fine del 2008 la messa a punto di un nuovo regolamento teso a porre un freno alle cosiddette tariffe di terminazione, quelle che un operatore fa pagare agli altri operatori per far terminare sulla propria rete una chiamata. Gli operatori mobili hanno gia' definito troppo drastica la misura.
Reding ha annunciato l'avvio di una consultazione pubblica che fino al prossimo 3 settembre coinvolgera' tutti gli operatori del settore della telefonia mobile, tutti i regolatori nazionali e le associazioni dei consumatori.
Attualmente - secondo i dati della Commissione Ue - per le chiamate verso la rete mobile le tariffe di terminazione variano attraverso i Paesi europei da 0,2 centesimi a 0,19 centesimi per minuto, con una media di 0,09 centesimi. In Italia la media e' di circa 0,12 centesimi per minuto. Si tratta di tariffe 'nove volte piu' elevate di quelle per le chiamate verso la rete fissa'.
Tariffe piu' alte rispetto a quelle italiane in Europa riguardano solo il Portogallo, la Svizzera, la Repubblica Ceca, la Polonia e la Bulgaria.
Quella sulle tariffe di terminazione che rendono piu' salate del dovuto le bollette telefoniche e' una vecchia battaglia del commissario Reding, secondo cui 'le differenze tra i vari Paesi dell'Ue e il notevole gap tra le tariffe di terminazione fissa e mobile rappresentano un serio ostacolo alla realizzazione del mercato unico delle telecomunicazioni, a scapito innanzitutto dei consumatori'. I dati parlano chiaro: attualmente gli operatori della telefonia fissa e i loro clienti stanno indirettamente sovvenzionando gli operatori della telefonia mobile, pagando tariffe di terminazione piu' elevate per le chiamate fatte dalla rete fissa a quella mobile'.
Per il solo mercato francese, tedesco e britannico - per esempio - le tariffe di terminazione pagate per le chiamate da un telefono fisso ad un cellulare per il periodo dal 1998 al 2002 sono ammontate a circa 19 miliardi di euro.
Questa situazione per Bruxelles crea gravi distorsioni della concorrenza, che vengono pagate con telefonate piu' care dai cittadini europei, ma ostacola anche gli investimenti nelle nuove reti. Per questo la Commissione Ue ha gia' presentato una bozza di raccomandazione per far convergere al ribasso i prezzi di terminazione, testo che al suo interno contiene 'chiari principi' che dovranno essere seguiti dai regolatori nazionali che fissano tali tariffe. In particolare, quello a cui punta Bruxelles e' che all'interno di uno stesso Paese vengano applicati tetti tariffari uguali sia per gli operatori del fisso che per quelli del mobile.
'Tariffe di terminazione realmente orientate sui costi aumenteranno la concorrenza a beneficio dei consumatori', ha spiegato il responsabile dell'Antitrust Ue, Neelie Kroes, per la quale 'i consumatori dovrebbero aspettarsi come risultato un calo dei prezzi al dettaglio'. 'Questa raccomandazione - ha aggiunto - portera' benefici anche a gran parte dell'industria delle telecomunicazioni, in quanto eliminera' le deformazioni della concorrenza tra gli operatori fissi e quelli mobili'.
Reding ha annunciato l'avvio di una consultazione pubblica che fino al prossimo 3 settembre coinvolgera' tutti gli operatori del settore della telefonia mobile, tutti i regolatori nazionali e le associazioni dei consumatori.
Attualmente - secondo i dati della Commissione Ue - per le chiamate verso la rete mobile le tariffe di terminazione variano attraverso i Paesi europei da 0,2 centesimi a 0,19 centesimi per minuto, con una media di 0,09 centesimi. In Italia la media e' di circa 0,12 centesimi per minuto. Si tratta di tariffe 'nove volte piu' elevate di quelle per le chiamate verso la rete fissa'.
Tariffe piu' alte rispetto a quelle italiane in Europa riguardano solo il Portogallo, la Svizzera, la Repubblica Ceca, la Polonia e la Bulgaria.
Quella sulle tariffe di terminazione che rendono piu' salate del dovuto le bollette telefoniche e' una vecchia battaglia del commissario Reding, secondo cui 'le differenze tra i vari Paesi dell'Ue e il notevole gap tra le tariffe di terminazione fissa e mobile rappresentano un serio ostacolo alla realizzazione del mercato unico delle telecomunicazioni, a scapito innanzitutto dei consumatori'. I dati parlano chiaro: attualmente gli operatori della telefonia fissa e i loro clienti stanno indirettamente sovvenzionando gli operatori della telefonia mobile, pagando tariffe di terminazione piu' elevate per le chiamate fatte dalla rete fissa a quella mobile'.
Per il solo mercato francese, tedesco e britannico - per esempio - le tariffe di terminazione pagate per le chiamate da un telefono fisso ad un cellulare per il periodo dal 1998 al 2002 sono ammontate a circa 19 miliardi di euro.
Questa situazione per Bruxelles crea gravi distorsioni della concorrenza, che vengono pagate con telefonate piu' care dai cittadini europei, ma ostacola anche gli investimenti nelle nuove reti. Per questo la Commissione Ue ha gia' presentato una bozza di raccomandazione per far convergere al ribasso i prezzi di terminazione, testo che al suo interno contiene 'chiari principi' che dovranno essere seguiti dai regolatori nazionali che fissano tali tariffe. In particolare, quello a cui punta Bruxelles e' che all'interno di uno stesso Paese vengano applicati tetti tariffari uguali sia per gli operatori del fisso che per quelli del mobile.
'Tariffe di terminazione realmente orientate sui costi aumenteranno la concorrenza a beneficio dei consumatori', ha spiegato il responsabile dell'Antitrust Ue, Neelie Kroes, per la quale 'i consumatori dovrebbero aspettarsi come risultato un calo dei prezzi al dettaglio'. 'Questa raccomandazione - ha aggiunto - portera' benefici anche a gran parte dell'industria delle telecomunicazioni, in quanto eliminera' le deformazioni della concorrenza tra gli operatori fissi e quelli mobili'.
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