‘Compra ora paghi dopo’. Allarme Bankitalia
L'esplosione è avvenuta durante le fasi più dure della pandemia: con i negozi fisici chiusi per fermare il contagio, il commercio elettronico ha macinato record su record, e con esso il "Buy Now Pay Later". La modalità "compra ora, paga dopo" - che consente di dilazionare il pagamento di un bene in poche rate, senza interessi e senza la necessità di valutazioni reddituali preventive - è di fatto una delle frontiere più effervescenti del mondo fintech. E ha catalizzato le attenzioni di grandi player come Apple, che proprio quest'anno ha deciso di lanciare il suo sistema "Pay Later".
Un fenomeno che si è confermato quanto mai vivo anche durante questo periodo natalizio. Con l'inflazione galoppante e una crisi geopolitica che regala grandi incertezze, il mercato dei beni discrezionali ha accusato il colpo. Ed è cresciuta la voglia (o forse la necessità) dei consumatori di affidarsi ai pagamenti a rate, meglio se senza interessi.
La tendenza in Italia Secondo alcuni dati che la startup svedese Klarna (uno dei player più interessanti del settore) ha condiviso in esclusiva con Il Sole 24 Ore, relativamente agli acquisti natalizi, il 35% degli utenti italiani ha espresso una preferenza per il BNPL rispetto al dilazionamento (con interessi) previsto dalle carte di credito. Rispetto al resto dell'anno in Italia, nel periodo precedente le festività natalizie (4-22 dicembre 2022), le categorie merceologiche maggiormente acquistate con Klarna sono state entertainment (+34), abbigliamento e calzature (+33%) e prodotti per bambini (+6%).
Le dimensioni del mercato
Quello del BNPL è un mercato a tassi di crescita molto sostenuti. Secondo Statista, il valore globale delle transazioni nel 2021 è stato pari a 120 miliardi di dollari. Miliardi che potrebbero diventare 570 entro il 2026, anche grazie al fatto che questa modalità di pagamento sta entrando con prepotenza anche negli store fisici.
L'Italia corre sullo stesso binario: il tasso annuo di crescita composto, nel nostro Paese, è del 10,9% dal 2021 al 2025 (con 14,5 miliardi di dollari di transazioni previste proprio nel 2025). Le mosse dei big Anche in virtù di numeri così attraenti, il settore del BNPL ha catalizzato le attenzioni di grandi player.
Come dicevamo in apertura, l'ultimo grande nome è quello di Apple, che a giugno di quest'anno ha annunciato l'arrivo di "Pay later", strumento di rateizzazione a disposizione degli utenti che già utilizzano Apple Pay (per ora solo negli Stati Uniti). Una soluzione, quest'ultima, che potrebbe portare l'utilizzo del BNPL ovunque e per qualsiasi bene. I principali attori del mercato, per ora, sono però aziende fintech pure: come Klarna, Affirm e PayPal. Ma anche Amazon, ormai da diverso tempo, offre soluzioni di pagamenti rateizzati senza interessi (in 5 rate mensili).
Boom e incertezze
Va detto che il settore, nonostante il boom sull'utilizzo dello strumento, è in preda a diverse incertezze. I titoli delle aziende quotate che offrono questo servizio stanno chiudendo un 2022 molto difficile (l'americana Affirm ha perso il 90% in questi 12 mesi, mentre PayPal si appresta a chiudere l'anno con una perdita intorno al 65%). E anche il valore delle aziende non quotate (come Klarna) è crollato. Colpa di uno scenario macroeconomico che è cambiato rapidamente nei mesi scorsi, ponendo nuove sfide in fatto di tassi. Sfide che hanno reso la sostenibilità del BNPL molto più incerta.
Il monito di Bankitalia
C'è uno scontro di visioni, attorno al mondo del "Buy Now Pay Later". Già, perché al cospetto dell'euforia che trasuda il mondo della finanza più tecnologica, c'è tutta la prudenza (che suona quasi da monito) delle banche centrali. L'ultima ad esprimersi, in ordine di tempo, è stata proprio Bankitalia, che ha parlato di un sistema che potrebbe «incentivare acquisti non del tutto consapevoli e, quindi, potenzialmente non sostenibili da parte dei consumatori, esponendoli a un rischio di sovraindebitamento». Da Via Nazionale hanno richiamato l'attenzione dei consumatori «sui possibili rischi e sulle tutele riconosciute ai clienti dalla disciplina di trasparenza bancaria in questa forma di credito ancora prive di disciplina specifica». Del resto, questo sistema di acquisto, si sta «diffondendo anche nel nostro Paese, ma non è oggetto di una specifica regolamentazione; pertanto, la disciplina applicabile e le relative tutele dipendono dal modo in cui è configurata», hanno detto da Bankitalia. Un allarme abbastanza netto, insomma, quello lanciato dalla nostra banca centrale, che segue un po' quello arrivato dalla Gran Bretagna, dove è emersa l'intenzione di regolare il settore attraverso l'approvazione dei player da parte della Financial Conduct Authority (FCA).
Circa un mese fa, proprio sul sito di Bankitalia, è stato pubblicato un white paper sul mondo del BNPL, a firma di Lorenzo Gobbi. Un documento che svela prospettive di crescita e rischi di questo strumento. Ad esempio emerge come — in ragione della capacità di questa modalità di credito di incrementare il giro d'affari dei negozi convenzionati — le piattaforme di BNPL impongano agli esercenti il pagamento di commissioni più elevate rispetto alle società che gestiscono carte di credito tradizionali. Fra le criticità c'è anche la mancanza di una storia creditizia da parte degli utilizzatori. Come spiegato nel documento, infatti, da una analisi CRIF è emerso come la percentuale di clienti BNPL senza alcuna storia creditizia pregressa sia nettamente superiore alla media di mercato, attestandosi su valori vicini a113% (quasi il doppio del cluster di confronto).
Bankitalia accende una spia rossa anche sul contesto. Nello studio di Gobbi, infatti, viene evidenziato come II modello di business del BNPL sia nato, e soprattutto si sia sviluppato, in un quadro economico caratterizzato da stabilità dei prezzi e da tassi di interesse che si sono mantenuti estremamente bassi per un lungo periodo di tempo, permettendo agli operatori del settore di prestare denaro a tasso zero ricavando profitto dalle commissioni caricate sugli esercenti. Il quadro macroeconomico è però cambiato velocemente, quest'anno. Le banche centrali, per tenere a bada l'inflazione hanno applicato una stretta sui tassi molto importante. E questo pone grandi dubbi sul business attuale e futuro delle aziende che offrono il "compra ora, paga dopo".
(Biagio Simonetta su IlSole24Ore del 27/12/2022)
Un fenomeno che si è confermato quanto mai vivo anche durante questo periodo natalizio. Con l'inflazione galoppante e una crisi geopolitica che regala grandi incertezze, il mercato dei beni discrezionali ha accusato il colpo. Ed è cresciuta la voglia (o forse la necessità) dei consumatori di affidarsi ai pagamenti a rate, meglio se senza interessi.
La tendenza in Italia Secondo alcuni dati che la startup svedese Klarna (uno dei player più interessanti del settore) ha condiviso in esclusiva con Il Sole 24 Ore, relativamente agli acquisti natalizi, il 35% degli utenti italiani ha espresso una preferenza per il BNPL rispetto al dilazionamento (con interessi) previsto dalle carte di credito. Rispetto al resto dell'anno in Italia, nel periodo precedente le festività natalizie (4-22 dicembre 2022), le categorie merceologiche maggiormente acquistate con Klarna sono state entertainment (+34), abbigliamento e calzature (+33%) e prodotti per bambini (+6%).
Le dimensioni del mercato
Quello del BNPL è un mercato a tassi di crescita molto sostenuti. Secondo Statista, il valore globale delle transazioni nel 2021 è stato pari a 120 miliardi di dollari. Miliardi che potrebbero diventare 570 entro il 2026, anche grazie al fatto che questa modalità di pagamento sta entrando con prepotenza anche negli store fisici.
L'Italia corre sullo stesso binario: il tasso annuo di crescita composto, nel nostro Paese, è del 10,9% dal 2021 al 2025 (con 14,5 miliardi di dollari di transazioni previste proprio nel 2025). Le mosse dei big Anche in virtù di numeri così attraenti, il settore del BNPL ha catalizzato le attenzioni di grandi player.
Come dicevamo in apertura, l'ultimo grande nome è quello di Apple, che a giugno di quest'anno ha annunciato l'arrivo di "Pay later", strumento di rateizzazione a disposizione degli utenti che già utilizzano Apple Pay (per ora solo negli Stati Uniti). Una soluzione, quest'ultima, che potrebbe portare l'utilizzo del BNPL ovunque e per qualsiasi bene. I principali attori del mercato, per ora, sono però aziende fintech pure: come Klarna, Affirm e PayPal. Ma anche Amazon, ormai da diverso tempo, offre soluzioni di pagamenti rateizzati senza interessi (in 5 rate mensili).
Boom e incertezze
Va detto che il settore, nonostante il boom sull'utilizzo dello strumento, è in preda a diverse incertezze. I titoli delle aziende quotate che offrono questo servizio stanno chiudendo un 2022 molto difficile (l'americana Affirm ha perso il 90% in questi 12 mesi, mentre PayPal si appresta a chiudere l'anno con una perdita intorno al 65%). E anche il valore delle aziende non quotate (come Klarna) è crollato. Colpa di uno scenario macroeconomico che è cambiato rapidamente nei mesi scorsi, ponendo nuove sfide in fatto di tassi. Sfide che hanno reso la sostenibilità del BNPL molto più incerta.
Il monito di Bankitalia
C'è uno scontro di visioni, attorno al mondo del "Buy Now Pay Later". Già, perché al cospetto dell'euforia che trasuda il mondo della finanza più tecnologica, c'è tutta la prudenza (che suona quasi da monito) delle banche centrali. L'ultima ad esprimersi, in ordine di tempo, è stata proprio Bankitalia, che ha parlato di un sistema che potrebbe «incentivare acquisti non del tutto consapevoli e, quindi, potenzialmente non sostenibili da parte dei consumatori, esponendoli a un rischio di sovraindebitamento». Da Via Nazionale hanno richiamato l'attenzione dei consumatori «sui possibili rischi e sulle tutele riconosciute ai clienti dalla disciplina di trasparenza bancaria in questa forma di credito ancora prive di disciplina specifica». Del resto, questo sistema di acquisto, si sta «diffondendo anche nel nostro Paese, ma non è oggetto di una specifica regolamentazione; pertanto, la disciplina applicabile e le relative tutele dipendono dal modo in cui è configurata», hanno detto da Bankitalia. Un allarme abbastanza netto, insomma, quello lanciato dalla nostra banca centrale, che segue un po' quello arrivato dalla Gran Bretagna, dove è emersa l'intenzione di regolare il settore attraverso l'approvazione dei player da parte della Financial Conduct Authority (FCA).
Circa un mese fa, proprio sul sito di Bankitalia, è stato pubblicato un white paper sul mondo del BNPL, a firma di Lorenzo Gobbi. Un documento che svela prospettive di crescita e rischi di questo strumento. Ad esempio emerge come — in ragione della capacità di questa modalità di credito di incrementare il giro d'affari dei negozi convenzionati — le piattaforme di BNPL impongano agli esercenti il pagamento di commissioni più elevate rispetto alle società che gestiscono carte di credito tradizionali. Fra le criticità c'è anche la mancanza di una storia creditizia da parte degli utilizzatori. Come spiegato nel documento, infatti, da una analisi CRIF è emerso come la percentuale di clienti BNPL senza alcuna storia creditizia pregressa sia nettamente superiore alla media di mercato, attestandosi su valori vicini a113% (quasi il doppio del cluster di confronto).
Bankitalia accende una spia rossa anche sul contesto. Nello studio di Gobbi, infatti, viene evidenziato come II modello di business del BNPL sia nato, e soprattutto si sia sviluppato, in un quadro economico caratterizzato da stabilità dei prezzi e da tassi di interesse che si sono mantenuti estremamente bassi per un lungo periodo di tempo, permettendo agli operatori del settore di prestare denaro a tasso zero ricavando profitto dalle commissioni caricate sugli esercenti. Il quadro macroeconomico è però cambiato velocemente, quest'anno. Le banche centrali, per tenere a bada l'inflazione hanno applicato una stretta sui tassi molto importante. E questo pone grandi dubbi sul business attuale e futuro delle aziende che offrono il "compra ora, paga dopo".
(Biagio Simonetta su IlSole24Ore del 27/12/2022)
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