Comunicare la scienza ai non-esperti. Corso di laurea in Comunicazione Scientifica Biomedica alla Sapienza di Roma
Come si 'traduce' per la stampa un bollettino medico? Come si riassume in termini comprensibili il risultato di un esperimento? Come si diffonde una notizia sulle staminali senza usare un gergo tecnico? Come comunicare la scienza ai non esperti? Per dare risposte a questi interrogativi, di fronte ai quali si trovano molti 'comunicatori', le facolta' di Farmacia, Medicina, Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Universita' di Roma Sapienza hanno istituto il primo corso di laurea specialistica (magistrale o di II livello) interclasse in Comunicazione Scientifica Biomedica.
Questa nuova proposta formativa, prima ed unica in Italia - riferisce una nota - raccoglie la sfida di formare una figura professionale in grado di conoscere e diffondere in modo appropriato la vasta tematica della scienza biomedica, di cogliere al suo interno gli elementi che meglio possano sollecitare l'interesse e, infine, di saperli veicolare nel modo piu' corretto ed efficace.
Il corso di laurea magistrale in Comunicazione scientifica biomedica permettera', a chi e' in possesso di una laurea triennale, di specializzarsi in forme di comunicazione e divulgazione che abbinino la precisione delle informazioni scientifiche a un linguaggio accessibile a platee diverse e piu' vaste rispetto all'ambito medico-scientifico, come quelle dei media generalisti. Quindi di perfezionarsi anche nel ramo della comunicazione aziendale e del marketing sociale, nel campo della salute, della medicina e della scienza.
"Ci siamo accorti che il settore della comunicazione biomedica in Italia aveva bisogno di una preparazione specifica per affrontare i grandi temi della salute e delle nuove tecnologie biomolecolari in modo chiaro, comprensibile e non allarmistico', spiega Fabio Naro, Presidente del corso e Professore associato di Istologia alla facolta' di Farmacia e Medicina dell'universita' di Roma Sapienza.
"Abbiamo pensato cosi' a un corso interclasse, che attingesse sia dal piano di studi di Biotecnologie e Medicina che da quello di Scienze della comunicazione. Si tratta di un'esperienza totalmente nuova per l'universita' italiana". Lo studente, una volta iscritto, avra' l'opportunita' di confrontarsi con docenti e professionisti dell'uno e dell'altro campo.
L'obiettivo del corso di laurea e' duplice: chi vuol diventare un comunicatore imparera' a maneggiare correttamente le informazioni scientifiche, e chi gia' lavora in laboratorio capira' come divulgare la scienza in modo accessibile a tutti. "Il tutto - conclude Naro - si tradurra' in un grande risparmio di tempo e soldi per i ragazzi.
Quello che prima era un percorso che poteva essere anche molto lungo, attraverso lauree non specifiche e master, ora potra' essere ridotto.
I neolaureati potranno specializzarsi immediatamente, e affacciarsi al mondo del lavoro gia' a 24 anni".
In Italia - informa ancora la nota - non esistono lauree equivalenti e, nel panorama mondiale, corsi di laurea simili sono presenti in America, Australia e presso la Toronto University. I corsi di laurea esteri, proprio come la laurea in Comunicazione Scientifica Biomedica, offrono la possibilita' di iscriversi a studenti con diversi background culturali, che possono variare da competenze umanistiche, comunicative, scientifiche e mediche.
I possibili sbocchi professionali vanno dall'impiego negli uffici stampa delle aziende farmaceutiche, agli uffici stampa presenti negli ospedali, enti di ricerca, istituti di ricerca a carattere scientifico, dalla comunicazione aziendale al marketing sociale, nel campo della salute, della medicina e della scienza. Oltre alle attivita' di coordinamento degli uffici di relazione col pubblico a quelle legate al giornalismo.
Il percorso formativo e' caratterizzato da un'elevata interdisciplinarieta' tra le Scienze biomediche e le Scienze della comunicazione, trattandosi di un Corso di Laurea interclasse tra la Facolta' di Farmacia e Medicina e la Facolta' di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione. Il corso si rivolge ai laureati in Scienze Biologiche, Biotecnologie, Scienze e tecnologie farmaceutiche, Medicina, Odontoiatria, Professioni sanitarie, Scienze della Comunicazione e ai laureati provenienti da altri percorsi formativi in possesso dei requisiti previsti dal Manifesto degli Studi, consultabili sul sito web del Corso.
Questa nuova proposta formativa, prima ed unica in Italia - riferisce una nota - raccoglie la sfida di formare una figura professionale in grado di conoscere e diffondere in modo appropriato la vasta tematica della scienza biomedica, di cogliere al suo interno gli elementi che meglio possano sollecitare l'interesse e, infine, di saperli veicolare nel modo piu' corretto ed efficace.
Il corso di laurea magistrale in Comunicazione scientifica biomedica permettera', a chi e' in possesso di una laurea triennale, di specializzarsi in forme di comunicazione e divulgazione che abbinino la precisione delle informazioni scientifiche a un linguaggio accessibile a platee diverse e piu' vaste rispetto all'ambito medico-scientifico, come quelle dei media generalisti. Quindi di perfezionarsi anche nel ramo della comunicazione aziendale e del marketing sociale, nel campo della salute, della medicina e della scienza.
"Ci siamo accorti che il settore della comunicazione biomedica in Italia aveva bisogno di una preparazione specifica per affrontare i grandi temi della salute e delle nuove tecnologie biomolecolari in modo chiaro, comprensibile e non allarmistico', spiega Fabio Naro, Presidente del corso e Professore associato di Istologia alla facolta' di Farmacia e Medicina dell'universita' di Roma Sapienza.
"Abbiamo pensato cosi' a un corso interclasse, che attingesse sia dal piano di studi di Biotecnologie e Medicina che da quello di Scienze della comunicazione. Si tratta di un'esperienza totalmente nuova per l'universita' italiana". Lo studente, una volta iscritto, avra' l'opportunita' di confrontarsi con docenti e professionisti dell'uno e dell'altro campo.
L'obiettivo del corso di laurea e' duplice: chi vuol diventare un comunicatore imparera' a maneggiare correttamente le informazioni scientifiche, e chi gia' lavora in laboratorio capira' come divulgare la scienza in modo accessibile a tutti. "Il tutto - conclude Naro - si tradurra' in un grande risparmio di tempo e soldi per i ragazzi.
Quello che prima era un percorso che poteva essere anche molto lungo, attraverso lauree non specifiche e master, ora potra' essere ridotto.
I neolaureati potranno specializzarsi immediatamente, e affacciarsi al mondo del lavoro gia' a 24 anni".
In Italia - informa ancora la nota - non esistono lauree equivalenti e, nel panorama mondiale, corsi di laurea simili sono presenti in America, Australia e presso la Toronto University. I corsi di laurea esteri, proprio come la laurea in Comunicazione Scientifica Biomedica, offrono la possibilita' di iscriversi a studenti con diversi background culturali, che possono variare da competenze umanistiche, comunicative, scientifiche e mediche.
I possibili sbocchi professionali vanno dall'impiego negli uffici stampa delle aziende farmaceutiche, agli uffici stampa presenti negli ospedali, enti di ricerca, istituti di ricerca a carattere scientifico, dalla comunicazione aziendale al marketing sociale, nel campo della salute, della medicina e della scienza. Oltre alle attivita' di coordinamento degli uffici di relazione col pubblico a quelle legate al giornalismo.
Il percorso formativo e' caratterizzato da un'elevata interdisciplinarieta' tra le Scienze biomediche e le Scienze della comunicazione, trattandosi di un Corso di Laurea interclasse tra la Facolta' di Farmacia e Medicina e la Facolta' di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione. Il corso si rivolge ai laureati in Scienze Biologiche, Biotecnologie, Scienze e tecnologie farmaceutiche, Medicina, Odontoiatria, Professioni sanitarie, Scienze della Comunicazione e ai laureati provenienti da altri percorsi formativi in possesso dei requisiti previsti dal Manifesto degli Studi, consultabili sul sito web del Corso.
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