Condannata per droga. Sconta tutta la pena ma esce dopo un anno e mezzo
Dimenticata in carcere per un anno e mezzo. Aveva già scontato la condanna a cinque anni di reclusione, la trentenne cittadina francese L.L., coinvolta a Napoli e Torino in due processi per droga. Ma pur avendo espiato per intero la pena, ha dovuto aspettare addirittura diciassette mesi prima di poter lasciare il penitenziario di Lecce dove era stata rinchiusa dopo la sentenza della Corte d'Appello di Napoli. Per essere precisi, un anno, cinque mesi e due giorni di «eccesso di carcerazione», come riconosciuto dalla Procura generale nel provvedimento che ha disposto il ritorno in libertà della donna mettendo fine a un lungo calvario di istanze rimaste senza esito.
La vicenda non è rimasta senza conseguenze, ma anzi rischia di avere ripercussioni sugli affetti più cari di L.L.: al momento dell'arresto, la donna aveva lasciato a Parigi il figlio di 5 anni che le autorità transalpine avevano affidato ad una casa famiglia in attesa di conoscere gli sviluppi della posizione giudiziaria della madre. Ma il protrarsi della detenzione ben oltre il periodo indicato, ha indotto gli assistenti sociali francesi ad avviare le procedure per l'adozione del bambino, che ora ha quasi dodici anni.
Ora si prepara anche a chiedere conto alla giustizia italiana di quei diciassette mesi di «eccesso di carcerazione» patiti a seguito della condanna per droga.
La vicenda non è rimasta senza conseguenze, ma anzi rischia di avere ripercussioni sugli affetti più cari di L.L.: al momento dell'arresto, la donna aveva lasciato a Parigi il figlio di 5 anni che le autorità transalpine avevano affidato ad una casa famiglia in attesa di conoscere gli sviluppi della posizione giudiziaria della madre. Ma il protrarsi della detenzione ben oltre il periodo indicato, ha indotto gli assistenti sociali francesi ad avviare le procedure per l'adozione del bambino, che ora ha quasi dodici anni.
Ora si prepara anche a chiedere conto alla giustizia italiana di quei diciassette mesi di «eccesso di carcerazione» patiti a seguito della condanna per droga.
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