Il condomino puo' mandare a quel paese l'amministratore. Cassazione
Il condomino provocato puo', per cosi' dire, farsi giustizia da se' mandando a quel paese l'inquilino autore della provocazione. La licenza arriva dalla Cassazione che ha bocciato il ricorso di Gianni G., un amministratore condominiale veneto di Portogruaro che chiedeva la condanna per ingiuria di una condomina dalla quale era stato ingiuriato con un 'vaffa'. Era accaduto che Gianni G., dovendo verificare la possibilita' di organizzare nello stabile dei posti auto per i condomini, insieme ad altri inquilini avesse spostato le fioriere della condomina Rita C..Uno spostamento vissuto come vero e proprio affronto dalla signora Rita che aveva ingiuriato l'amministratore. Immediata la denuncia di Gianni G.. Il caso, dopo che Rita C. e' stata assolta dal Tribunale di Portogruaro, nel maggio 2010, e' arrivato sino in Cassazione. Invano l'amministratore condominiale ha chiesto la condanna dell'inquilina che aveva reagito insultandolo, sulla base del fatto che, a suo dire, lo spostamento delle fioriere era stato determinato da una stringente necessita' e che, in ogni caso, i vasi da fiori erano stati sistemati dalla donna "in maniera arbitraria".
La Quinta sezione penale (sentenza 32901) ha respinto il ricorso di Gianni G. e ha ricordato che "in tema di ingiuria, costituisce fatto ingiusto idoneo ad integrare l'esimente della provocazione la condotta dell'ingiuriato che intraprenda autonomamente l'attivita' ablatoria di una situazione che ritenga illegittima, invece di sollecitare l'intervento dell'autorita', in quanto, a tale fine, la caratterizzazione di ingiustizia deve essere parametrata non gia' all'ipotetica illegittimita' del comportamento di controparte, quanto piuttosto alla conformita' della condotta dell'ingiuriato alle ordinarie regole del vivere civile, le quali esigono che l'illegittimita' sia accertata ed eventualmente rimossa nelle forme di legge".
Fuori da ogni tecnicismo, la Cassazione spiega che "lo spostamento delle fioriere posizionate da Rita C. fu espressione di ostilita' non essendo necessario alle misurazioni che la persona offesa stava eseguendo e avendo il senso di esplicitare la contestazione di una situazione di fatto che si assumeva di intralcio alla creazione di aree destinate a parcheggi privati". Insomma, Rita C. aveva subito un affronto e dunque va scusata per avere mandato a 'quel paese' l'inquilino prevaricatore. Che paghera' le spese del procedimento.
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