Domenica 7 giugno 2026
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Conferenza episcopale attacca Dignitas e l'assistenza al suicidio

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
L'assistenza al suicidio non puo' in nessun caso essere giustificata. Lo sostiene la Conferenza dei vescovi svizzeri (Cvs) che in una conferenza stampa ieri a Berna ha espresso la sua preoccupazione riguardo all'attivita' di organizzazioni come Dignitas. L'accompagnamento alla morte deve essere esclusivamente inteso nel senso di stare vicino alla persona in fin di vita e non di intervenire attivamente per provocarne il decesso, ha precisato il presidente della Cvs Kurt Koch a conclusione della 278esima assemblea ordinaria tenutasi da lunedi' a ieri a St. Maurice.

L'unica risposta valida alla richiesta di assistenza alla morte e' rappresentata dalla medicina palliativa, ha aggiunto Koch. Si tratta del senso e della dignita' della vita umana. Il rapporto con la morte e' determinante per la vita sociale e "per la qualita' umana della societa'", secondo Koch. "I politici tedeschi si sono mostrati molto piu' critici rispetto a quelli svizzeri sul tema dell'assistenza al suicidio", ha detto.

I vescovi elvetici avevano gia' esposto nel 2002 le loro riflessioni e raccomandazioni su questa pratica e sull'accompagnamento alla morte, ha ricordato Koch. Nello scritto "La dignita' della persona morente" si sottolinea che il tema va oltre la pura e semplice "regolamentazione legale dell'assistenza al suicidio", ha sottolineato. La Federazione delle chiese evangeliche della Svizzera (Fces) da parte sua ha preso posizione sul tema due settimane fa. Ha chiesto in primo luogo al Parlamento di legiferare in materia, sottolineando che di fronte al desiderio di morte di una persona occorre mostrare rispetto e non emettere giudizi morali. La Fces ha inoltre chiesto di puntare sulle misure palliative per far fronte alle sofferenze dei malati incurabili.
L'assistenza al suicidio in Svizzera e' stata oggetto negli ultimi mesi di aspre critiche soprattutto nei confronti dell'organizzazione Dignitas. Questa ha accompagnato alla morte due tedeschi in un parcheggio di Maur, vicino a Zurigo. Precedentemente aveva aiutato persone a porre fine alla loro vita in diversi quartieri residenziali di comuni zurighesi e in hotel della regione.

In occasione della loro assemblea i vescovi hanno anche discusso dell'atto di confessione individuale: "e' in crisi da tempo, non e' una novita'", ha affermato Koch. La Conferenza dei vescovi svizzeri "spera di dare un impulso al suo rinnovamento" attraverso una nota pastorale "senza significato legale". E' divenuto frequente, soprattutto nelle comunita' germanofone, celebrare il sacramento della confessione nell'ambito di funzioni di penitenza collettive. In tal modo "si perde la dimensione personale della confessione, nella quale il credente e' da solo davanti a Dio", si e' rammaricato il presidente della Cvs.

La nota pastorale della Cvs si pone quindi l'obiettivo di attirare l'attenzione sulla dimensione individuale e personale" del peccato e del perdono. "Il sacramento della confessione e' un grosso aiuto e intendiamo rinnovarlo", ha dichiarato Koch.
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