Venerdì 5 giugno 2026
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Confermato il divieto di fumare narghile' nei locali pubblici

ASIA - IRAN
Notizia ·
Non e' ancora finita, in Iran, la guerra del Narghile'. Dopo che il ministro dell'Interno, due mesi fa, aveva ordinato di consentire il fumo della pipa ad acqua nelle tradizionali sale da te', esonerandola quindi dal divieto di fumo nei locali pubblici, ora il ministro della Salute afferma che sara' anch'essa messa al bando. La proibizione di fumare nei locali pubblici e' entrata in vigore alla fine del 2007. Ma dopo un paio di mesi il governo del presidente Mahmud Ahmadinejad aveva deciso di fare un'eccezione per il Narghile' (Ghalian in lingua Farsi) in seguito alle proteste dei titolari delle sale da te', che avevano subito un crollo nel loro giro d'affari. In questi luoghi di ritrovo, infatti, il consumo di te' e tabacco sono tradizionalmente inseparabili nei momenti di socializzazione. Ma ora il ministro della Salute, il dottor Kamran Baqeri-Lankarani, mette in dubbio l'effettiva appartenenza della pipa ad acqua alla cultura persiana, negando quindi l'esigenza di salvarla. 'Sebbene l'uso del Ghalian nel nostro Paese risalga a oltre quattro secoli fa - ha detto, citato dalla stampa di Teheran - esso non ha mai fatto parte della cultura originaria persiana'. Secondo Baqeri-Lankarani, le ragioni che inducono a far rientrare anche il Narghile' nel divieto sono ben piu' importanti. 'Usare la pipa ad acqua per un'ora - ha sottolineato - equivale a fumare 40 sigarette'. Alla fine di febbraio il ministro dell'Interno, Mostafa Pur-Mohammadi, aveva ordinato al capo della polizia, Esmail Ahmadi-Moqaddam, di escludere le sale tradizionali da te' dalla lista dei luoghi pubblici in cui si sarebbe dovuto fare rispettare il divieto di fumo, ma solo per il Narghile'. Nella stessa ordinanza si vietava inoltre l'uso di tabacchi aromatizzati alla frutta, provenienti in gran parte dai Paesi arabi e amati particolarmente dai piu' giovani, maschi e femmine. Inoltre, si escludeva la concessione di licenze per aprire nuovi locali tradizionali. Erano state cosi' accolte le richieste presentate alla fine di gennaio ad Ahmadinejad da parte di una trentina di deputati che avevano preso a cuore la causa dei proprietari delle sale da te'. Ma ora la partita e' riaperta.    
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