Confindustria: l'integrazione funzione eccetto che a Prato
"La tendenza storica è chiara e ben spiegata nel documento della Banca d'Italia. Ma la crisi, nel lungo periodo, colpirà alcuni settori e alcuni territori piú di altri. In questi casi la rivalità tra stranieri e italiani potrebbe aumentare se, come possibile, alcuni italiani cominceranno ad accettare lavori meno qualificati pur di avere uno stipendio". Lo dichiara il direttore del centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi, che in un'intervista al Corriere della Sera sottolinea che "la nostra popolazione invecchia" e, quindi, "avremo sempre piú bisogno di immigrati qualificati".
Paolazzi aggiunge che "in molti casi l'integrazione funziona.
Penso al distretto delle concerie di Vicenza. Ma anche nelle zone a vocazione manifatturiera di Bergamo, Brescia e Treviso". Se nel Nord-Est l'integrazione funziona, a Prato la situazione è piú difficile perchè "c'è una fortissima comunità cinese - dice - che ha creato una società chiusa che si autoghettizza".
Paolazzi aggiunge che "in molti casi l'integrazione funziona.
Penso al distretto delle concerie di Vicenza. Ma anche nelle zone a vocazione manifatturiera di Bergamo, Brescia e Treviso". Se nel Nord-Est l'integrazione funziona, a Prato la situazione è piú difficile perchè "c'è una fortissima comunità cinese - dice - che ha creato una società chiusa che si autoghettizza".
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