Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: Englaro ha fatto uccidere la figlia perche' non era piu' su misura
Prete poeta si fa ispirare dalla cronaca e la mette in versi. Ed e' cosi' che la vicenda di Eluana Englaro ha ispirato una poesia. L'originale inziativa si deve ad un sacerdote di origini venete, don Giuseppe Magrin, incaricato del settore formazione del clero alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli che ha pensato ad una forma originale di evangelizzazione, inducendo a riflettere a suon di versi. E cosi' dalla penna del sacerdote nato settant'anni fa a Montegalda, nel vicentino, sono nate composizioni ispirate anche da recenti fatti di cronaca nera. Ma anche dall'osservazione di barboni, di prostitute, di ragazzi finiti nel tunnel della droga.
"L'evangelizzazione si puo' fare ovunque, non solo nelle chiese - afferma all'ADNKRONOS don Giuseppe Magrin -. Anche i fatti di cronaca, gli eventi che accadono nel quotidiano, possono indurre ad una riflessione e cosi', quando vedo una situazione di bisogno, o un'esperienza che faccia pensare descrivo in versi facendo tesoro del dettato cristiano". E' proprio partendo da questo punto di vista che don Giuseppe , qualche giorno dopo la morte di Eluana, la donna rimasta in stato di coma vegetativo per diciassette anni, ha scritto una poesia ispirata al caso. "Eluana - dice - e' stata uccisa dall'amore 'possessivo' di suo padre che e' giunto, per 'apposite vie legali', all'eliminazione di chi, fosse pure l'unica figlia, non era piu' su misura dei suoi sogni".
La poesia ispirata da Eluana si intitola 'Sono una foglia stanca del suo ramo - Coscienza di morire' e, assieme ad un'altra ottantina di versi, e' in cerca di editore. "Sono una foglia stanca del suo ramo - scrive -...non credo che alla morte e al suo delirio!... Prete, ma tu...che sai dell'aldila'". Facendo il parallelo con un'altra vicenda triste, completamente differente, di una ragazza morente di Aids sulle rive del Niger, don Giuseppe riflette sul fatto che " contrariamente all'altra ragazza, Eluana sembra abbia espresso 'la volonta' di essere aiutata amorire nel caso si trovasse non autosufficiente per trauma', ed e' stata fatta uccidere dall'amore possessivo di suo padre".
Colpito dalla piaga della prostituzione, il prete poeta ha dedicato una poesia anche a Bocca di Rosa, dal titolo "La prostituta di via Salaria'. "Stavano le altre lungo la via truccate, irriverenti occhieggiando clienti dell'alta societa'...e lei semiappartata oltre la curva parlava sottovoce ad un anziano...Dalla mercedes lucida il vecchietto guardava audacemente la donna, libera, seducente e lei con accento slavo: 'Perche' non m'ami un po'....". Un gruppo di barboni, sporchissimi, trasandati con cose trascinate su carrelli di fortuna, visti dal sacerdote poeta hanno ispirato il componimento 'Cos'e' mai l'uomo', una poesia che vuole indurre le coscienze a riflettere sul perche' "tanti uomini e donne sono cosi' alla deriva".
In metrica e' finita anche la barbara uccisione di Federica Squarise, ragazza padovana di 23 anni soffocata da un uruguaiano mentre era in vacanza in Costa Brava nel luglio 2008. Don Giuseppe Magrin, all'epoca in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventu', circondato da tanti coetanei di Federica, ha pensato alla ragazza che non c'era piu' e dalla sua penna e' nato 'Un bacio in piu'. "Un monito - dice - ai giovani artefici dei loro destini attraverso le scelte che fanno. "Povera Federica, - e' l'attacco della poesia - un bacio in piu' da quelle labbra fradice di droga e di passione, una notte di danze in quella spiaggia della Catalogna...e il tuo sorriso ancora troppo ingenuto tradito fu per sempre e soffocato....Lui, l'uruguiano, stia pur la', dentro, in prigione, a ripensarsi uomo, a vivere l'angoscia che ci ha inflitto...".
Uomini ma anche animali. All'indomani dell'approvazione della legge che ha portato all'inasprimento delle pene, fino al carcere, per chi abbandona i cani prima di partire per le vacanze, don Magrin non ci ha piu' visto e, con la poesia "Perche' non sono nato cagnolino', (questa, insieme a tante altre composioni, e' stata pubblicata nel volume 'Frammenti di luce', edizioni Velar) come spiega, ha voluto indurre a riflettere su "una legge sinistra che protegge i cani e uccide i feti e gli embrioni umani, legge ammantata di scientificita' che ci rifiuta d'essere persone".
"L'evangelizzazione si puo' fare ovunque, non solo nelle chiese - afferma all'ADNKRONOS don Giuseppe Magrin -. Anche i fatti di cronaca, gli eventi che accadono nel quotidiano, possono indurre ad una riflessione e cosi', quando vedo una situazione di bisogno, o un'esperienza che faccia pensare descrivo in versi facendo tesoro del dettato cristiano". E' proprio partendo da questo punto di vista che don Giuseppe , qualche giorno dopo la morte di Eluana, la donna rimasta in stato di coma vegetativo per diciassette anni, ha scritto una poesia ispirata al caso. "Eluana - dice - e' stata uccisa dall'amore 'possessivo' di suo padre che e' giunto, per 'apposite vie legali', all'eliminazione di chi, fosse pure l'unica figlia, non era piu' su misura dei suoi sogni".
La poesia ispirata da Eluana si intitola 'Sono una foglia stanca del suo ramo - Coscienza di morire' e, assieme ad un'altra ottantina di versi, e' in cerca di editore. "Sono una foglia stanca del suo ramo - scrive -...non credo che alla morte e al suo delirio!... Prete, ma tu...che sai dell'aldila'". Facendo il parallelo con un'altra vicenda triste, completamente differente, di una ragazza morente di Aids sulle rive del Niger, don Giuseppe riflette sul fatto che " contrariamente all'altra ragazza, Eluana sembra abbia espresso 'la volonta' di essere aiutata amorire nel caso si trovasse non autosufficiente per trauma', ed e' stata fatta uccidere dall'amore possessivo di suo padre".
Colpito dalla piaga della prostituzione, il prete poeta ha dedicato una poesia anche a Bocca di Rosa, dal titolo "La prostituta di via Salaria'. "Stavano le altre lungo la via truccate, irriverenti occhieggiando clienti dell'alta societa'...e lei semiappartata oltre la curva parlava sottovoce ad un anziano...Dalla mercedes lucida il vecchietto guardava audacemente la donna, libera, seducente e lei con accento slavo: 'Perche' non m'ami un po'....". Un gruppo di barboni, sporchissimi, trasandati con cose trascinate su carrelli di fortuna, visti dal sacerdote poeta hanno ispirato il componimento 'Cos'e' mai l'uomo', una poesia che vuole indurre le coscienze a riflettere sul perche' "tanti uomini e donne sono cosi' alla deriva".
In metrica e' finita anche la barbara uccisione di Federica Squarise, ragazza padovana di 23 anni soffocata da un uruguaiano mentre era in vacanza in Costa Brava nel luglio 2008. Don Giuseppe Magrin, all'epoca in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventu', circondato da tanti coetanei di Federica, ha pensato alla ragazza che non c'era piu' e dalla sua penna e' nato 'Un bacio in piu'. "Un monito - dice - ai giovani artefici dei loro destini attraverso le scelte che fanno. "Povera Federica, - e' l'attacco della poesia - un bacio in piu' da quelle labbra fradice di droga e di passione, una notte di danze in quella spiaggia della Catalogna...e il tuo sorriso ancora troppo ingenuto tradito fu per sempre e soffocato....Lui, l'uruguiano, stia pur la', dentro, in prigione, a ripensarsi uomo, a vivere l'angoscia che ci ha inflitto...".
Uomini ma anche animali. All'indomani dell'approvazione della legge che ha portato all'inasprimento delle pene, fino al carcere, per chi abbandona i cani prima di partire per le vacanze, don Magrin non ci ha piu' visto e, con la poesia "Perche' non sono nato cagnolino', (questa, insieme a tante altre composioni, e' stata pubblicata nel volume 'Frammenti di luce', edizioni Velar) come spiega, ha voluto indurre a riflettere su "una legge sinistra che protegge i cani e uccide i feti e gli embrioni umani, legge ammantata di scientificita' che ci rifiuta d'essere persone".
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