Sabato 6 giugno 2026
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Congresso ass. Coscioni. Rodota': ancora necessario lottare per diritto

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'I diritti non godono di buona salute in tanta parte del mondo e soffrono molto in Italia. E' ancora necessaria una lotta per il diritto'. Lo ha affermato Stefano Rodota', giurista dell'Universita' di Roma 'La Sapienza', intervenendo ai lavori del VI Congresso dell'Associazione Luca Coscioni a Salerno.
Rodota' ha detto che 'in questo momento storico, e non solo in Italia, si e' sempre piu' prigionieri di politiche selettive del diritto, che negano la universalita' che ne e' carattere fondamentale'. 'Questo - ha affermato -e' il relativismo che dobbiamo sconfiggere'. Rodota' si e' soffermato sulla mancata legislazione sul testamento biologico- 'nonostante l'importante lavoro di Ignazio Marino' - i Pacs ed i Dico ignorati, la questione dell'aborto. 'Se il prezzo del dialogo e dell'abbassamento di toni e' questo il compito dei difensori dei diritti deve essere quello dei disturbatori.
Non c'e' quiete pubblica che possa essere tutelata pagando con il silenzio dei diritti'.
Rodota' ha anche ricordato che 'il dialogo era possibile con personaggi come Moro, con un mondo cattolico che non si chiudeva attorno alle gerarchie'. 'Oggi questo mondo c'e' ancora non e' marginale, ma espulso, non e' considerato un interlocutore'. 'La contesa e' tra valori democraticamente legittimati e valori che si possono legittimamente basare su qualsiasi credo o fede, ma che si vorrebbero, da parte di alcuni, sostituire a quelli costituzionali, democraticamente legittimati. Si vuole sostituire non democraticamente una tavola di valori a quella costituzionale'.
Infine, Rodota' ha fatto un riferimento in merito al dibattito sull'obiezione di coscienza negli ospedali. 'Non si puo' abusare della obiezione di coscienza chi entra a fare un certo lavoro nel settore pubblico accetta certe condizioni. Si entra in ospedale sapendo che l'interruzione della gravidanza rimane, pur nella sua tragicita', un diritto della donna'.

C'e' in Italia una maggiore consapevolezza sulle problematiche legate all'eutanasia.
Secondo Mina Welby, moglie di Piergiorgio, "dopo la morte di mio marito sono cambiate molte cose. Almeno ora si discute apertamente e anche tranquillamente fra i cittadini e anche tra i politici, sulla autodeterminazione del malato, della persona, della salute, di fine vita, di cura della propria malattia, dell'accettazione dei vari trattamenti medici che il paziente puo' rifiutare".
Una crescita di attenzione e consapevolezza nella societa' italiana, ha continuato Mina Welby, che avrebbe potuto trovare un suo completamento in sede legislativa: "Purtroppo con la caduta del governo si e' bloccato in commissione l'argomento riguardante il testamento biologico. Speriamo che con il nuovo governo non finisca in un cestino". Mina Welby, a margine dei lavori del congresso, e' intervenuta anche sulla discussione apertasi sulla legge 194. Una discussione fittizia, per la Welby, che c'e' gia' stata ed e' gia' stata vinta, ha detto. "La legge 194 e' una buona legge che deve essere rispettata in ogni suo articolo".

L'audiovideo del Congresso e' disponibile sul sito di Radio Radicale.
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