Congresso PSOE apre alla legalizzazione dell'eutanasia
Rafforzare il "diritto a una morte dignitosa" (testamento biologico, stop a trattamenti artificiali e sedazione terminale), e aprire una 'riflessione' sull'eutanasia, sia pure solo nel futuro e circoscritta da una serie di garanzie: è uno degli obiettivi principali obiettivi del Partido socialista obrero espanol (Psoe) nel suo 37esimo congresso che si è aperto ieri a Madrid. Il partito del premier Jose' Luis Zapatero ha deciso di ritirare fuori dal cassetto questo tema, che pure non era stato incluso nel programma elettorale per le elezioni politiche dello scorso marzo, perche' considerato troppo delicato: ora peró diversi emendamenti raccolgono queste proposte, e saranno presentati ai 995 delegati del congresso.
Il programma politico che uscirà domenica dal congresso dovrebbe accogliere diverse misure per rafforzare il "diritto a una morte dignitosa", espressione che comprende almeno tre pratiche: alcuni emendamenti prevedono di rafforzare il coordinamento statale del testamento biologico, già riconosciuto e regolato da tutte le comunità autonome (regioni) spagnole, in modo da sottrarlo a ritardi o arbitri di enti pubblici od ospedali a livello locale; inoltre, rientra nel "diritto a una morte degna" la sospensione dei trattamenti "che mantengono in vita biologica le persone ma non migliorano le loro aspettative di recupero" e che "possono provocare sofferenze non necessarie ai pazienti e alle loro famiglie"; infine, la "sedazione terminale", già ammessa dalla legge ma oggetto di polemiche e ostacoli da parte di alcune regioni governate dal Partido popular (Pp), specialmente quella di Madrid.
Poi, l'obiettivo piú ambizioso: "Nei prossimi anni - recita uno degli emendamenti al programma politico che dovrebbe essere approvato - via via che le altre componenti del diritto a una morte degna sia siano consolidate, la società dovrebbe aprire il dibattito sulla possibile regolamentazione legale del diritto dei pazienti colpiti da determinate malattie terminali o invalidanti a sollecitare dai professionisti un intervento piú attivo" rispetto alla sospensione di trattementi o alla sedazione terminale. Deto in altre parole, l'eutanasia, attualmente illegale.
Il congresso del Psoe ratificherà la rielezione di Zapatero alla guida del partito senza candidati alternativi, e sarà soprattutto l'occasione rilanciare la discussione su una serie di temi sociali, su cui il governo sta subendo la pressione della sinistra del partito e dei media progressisti come 'El Pais' e 'Publico': oltre alla morte degna e all'eutanasia, anche il voto per gli immigrati nelle elezioni municipali (vedi articolo di ieri alla chiave Spagna/) la laicità dello Stato (nel senso di non discriminazione per motivi religiosi) e l'aborto. Secondo diversi osservatori, si tratta per Zapatero anche di un modo per distrarre in parte l'attenzione dalla crisi economica del paese, su cui l'esecutivo vede le sue capacità di influenza limitate dalla congiuntura internazionale.
Sull'aborto in particolare, il segretario organizzativo del Psoe (numero due), Jose' Blanco, ha annunciato la presentazione domani di un "passo molto importante" del partito: da mesi è in atto una discussione interna al Psoe sull'opportunità o meno di riformare la legge per rendere l'aborto un diritto entro un determinato limite temporale, e non un'eccezione giustificata in alcuni casi tassativi.
In campagna elettorale il partito si era limitato ad auspicare una 'riflessione' futura sul tema, col "consenso piú ampio possibile" nella società e in parlamento, dove il Pp si oppone frontalmente. Per il momento, lo 'Zapatero 2' ha annunciato misure per garantire il diritto alla privacy delle donne e dei medici che abortiscono, dopo che diverse indagini giudiziarie su cliniche private a Barcellona e Madrid avevano sollevato il caso lo scorso dicembre.
Il programma politico che uscirà domenica dal congresso dovrebbe accogliere diverse misure per rafforzare il "diritto a una morte dignitosa", espressione che comprende almeno tre pratiche: alcuni emendamenti prevedono di rafforzare il coordinamento statale del testamento biologico, già riconosciuto e regolato da tutte le comunità autonome (regioni) spagnole, in modo da sottrarlo a ritardi o arbitri di enti pubblici od ospedali a livello locale; inoltre, rientra nel "diritto a una morte degna" la sospensione dei trattamenti "che mantengono in vita biologica le persone ma non migliorano le loro aspettative di recupero" e che "possono provocare sofferenze non necessarie ai pazienti e alle loro famiglie"; infine, la "sedazione terminale", già ammessa dalla legge ma oggetto di polemiche e ostacoli da parte di alcune regioni governate dal Partido popular (Pp), specialmente quella di Madrid.
Poi, l'obiettivo piú ambizioso: "Nei prossimi anni - recita uno degli emendamenti al programma politico che dovrebbe essere approvato - via via che le altre componenti del diritto a una morte degna sia siano consolidate, la società dovrebbe aprire il dibattito sulla possibile regolamentazione legale del diritto dei pazienti colpiti da determinate malattie terminali o invalidanti a sollecitare dai professionisti un intervento piú attivo" rispetto alla sospensione di trattementi o alla sedazione terminale. Deto in altre parole, l'eutanasia, attualmente illegale.
Il congresso del Psoe ratificherà la rielezione di Zapatero alla guida del partito senza candidati alternativi, e sarà soprattutto l'occasione rilanciare la discussione su una serie di temi sociali, su cui il governo sta subendo la pressione della sinistra del partito e dei media progressisti come 'El Pais' e 'Publico': oltre alla morte degna e all'eutanasia, anche il voto per gli immigrati nelle elezioni municipali (vedi articolo di ieri alla chiave Spagna/) la laicità dello Stato (nel senso di non discriminazione per motivi religiosi) e l'aborto. Secondo diversi osservatori, si tratta per Zapatero anche di un modo per distrarre in parte l'attenzione dalla crisi economica del paese, su cui l'esecutivo vede le sue capacità di influenza limitate dalla congiuntura internazionale.
Sull'aborto in particolare, il segretario organizzativo del Psoe (numero due), Jose' Blanco, ha annunciato la presentazione domani di un "passo molto importante" del partito: da mesi è in atto una discussione interna al Psoe sull'opportunità o meno di riformare la legge per rendere l'aborto un diritto entro un determinato limite temporale, e non un'eccezione giustificata in alcuni casi tassativi.
In campagna elettorale il partito si era limitato ad auspicare una 'riflessione' futura sul tema, col "consenso piú ampio possibile" nella società e in parlamento, dove il Pp si oppone frontalmente. Per il momento, lo 'Zapatero 2' ha annunciato misure per garantire il diritto alla privacy delle donne e dei medici che abortiscono, dopo che diverse indagini giudiziarie su cliniche private a Barcellona e Madrid avevano sollevato il caso lo scorso dicembre.
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