Martedì 9 giugno 2026
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Connessione Internet e privacy. Eurobarometro: utenti insoddisfatti

U.E.
Notizia ·
Cittadini europei insoddisfatti della velocita' della propria connessione internet e preoccupati per la riservatezza dei dati e i costi dei cellulari e degli smartphone. Ma anche "fedeli" al proprio fornitore di servizi e sempre piu' propensi alle telefonate via internet. E' quanto emerge dall'indagine dell'Eurobarometro, "E-Communications Household", dalla quale si evince che quattro famiglie europee su dieci comprano servizi internet, telefonici e televisivi "integrati" da un unico fornitore. Secondo l'indagine, inoltre, il 65 per cento delle persone limita l'uso del cellulare per via dei costi e le telefonate via internet sono sempre piu' popolari. Una persona su quattro tra quelle interpellate ritiene che la velocita' di upload e download di internet non rispetti le condizioni del contratto che hanno sottoscritto e uno su tre dichiara di aver subito interruzioni della connessione. La nuova legislazione dell'Ue in vigore dal 25 maggio 2011 impone ai fornitori di servizi di fornire ai clienti, prima che firmino un contratto, informazioni esaustive e affidabili sui livelli di qualita' minimi, concernenti la velocita' effettiva della connessione ed eventuali limiti della velocita' di internet. La Commissione sta attualmente analizzando la velocita' della banda larga e altre questioni relative alla trasparenza e alla qualita'. "I consumatori ci stanno facendo capire chiaramente che sono preoccupati perche' non ottengono la velocita' di internet e la qualita' dei servizi loro promessi" ha commentato Neelie Kroes, commissaria per l'Agenda digitale e vicepresidente della Commissione. "Le autorita' nazionali devono adottare provvedimenti adeguati per garantire che gli operatori rispettino le nuove regole dell'Ue che impongono loro la massima trasparenza in materia di velocita' di connessione e qualita' del servizio. Se cio' non bastasse, non esitero' ad adottare altre misure sotto forma di orientamenti normativi o addirittura atti normativi".
Dall'indagine emerge che i cittadini europei sono preoccupati per la questione della riservatezza dei dati: l'88 per cento degli intervistati ha dichiarato che gradirebbe essere informato in caso di smarrimento, alterazione o furto dei dati raccolti dal fornitore di servizi di telecomunicazione. Nel dettaglio, dall'indagine e' emerso inoltre che il 98 per cento dei nuclei famigliari dell'Ue ha accesso al telefono e una percentuale in costante crescita ha accesso alla telefonia mobile (attualmente 89 per cento). Il 62 per cento ha sia il telefono fisso che il cellulare mentre il 9 per cento ha solo la linea fissa. Il 98 per cento dei nuclei famigliari dell'Ue ha un televisore. Si tratta perlopiu' di TV via cavo (35 per cento), digitale terrestre (30 per cento, con un aumento di 7 punti percentuale da novembre-dicembre 2009). Il 42 per cento dei nuclei famigliari e' abbonato a un servizio "integrato", mentre 61 per cento di tutti gli accessi internet e meta' dei servizi di telefonia fissa sono acquisitati nell'ambito di un pacchetto. Il 41 per cento dei nuclei familiari ha dichiarato che il principale vantaggio di questi pacchetti e' la comodita' di avere un unico fornitore di servizi e un'unica fattura.
Il 33 per cento ritiene che questa soluzione costi meno rispetto al pagamento separato di ciascun servizio. Tuttavia il 16 per cento ritiene che i pacchetti offrono servizi di cui i clienti non hanno bisogno e un ulteriore il 10 per cento si interroga sulla mancanza di trasparenza e chiarezza in relazione ai costi e alle condizioni di ciascun servizio. Sei famiglie su dieci dichiarano di non aver mai preso in considerazione la possibilita' di cambiare fornitore di servizi. Il 77 per cento delle famiglie sono "inerti", ossia non cambierebbero mai il pacchetto che hanno sottoscritto. Il 12 per cento dei nuclei famigliari cambia regolarmente fornitore e un altro 12 per cento vorrebbe cambiare fornitore ma non lo fa per svariate ragioni. Tra i rischi insiti nel cambiamento di fornitore si annovera il rischio di interruzione temporanea del servizio e di dover pagare piu' fornitori nella fase del passaggio e le scarse informazioni sulla procedura da seguire per effettuare questo cambiamento. Per quanto riguarda le preoccupazione circa i costi dell'uso dei cellulari e degli smartphone, il 65 per cento dei partecipanti limita le telefonate da cellulari per problemi di costi (con un aumento del 4 per cento rispetto all'indagine precedente svolta in novembre - dicembre 2009). Meta' delle persone che hanno accesso a internet con il loro smartphone limitano la navigazione per via dei costi. Le chiamate gratis o a costo ridotto dal computer o da un dispositivo WiFI stanno aumentando, 28 per cento dei nuclei famigliari effettua questo tipo di chiamate (con un aumento del 6 per cento rispetto all'indagine precedente). Infine il 27 per cento dei nuclei famigliari ha accesso alla rete telefonica pubblica solo da un cellulare - una percentuale che e' aumentata in 17 Stati membri dall'ultima indagine e che sale al 50 per cento in cinque Stati membri (Repubblica ceca, Finlandia, Lettonia, Lituania e Slovacchia).
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