Consiglio d'Europa: da febbraio convenzione contro traffico clandestini
La nuova convenzione del Consiglio d'Europa contro il traffico di esseri umani entrerà in vigore regolarmente il primo febbraio 2008. E' stato lo stesso segretario generale dell'organismo di Strasburgo, Terry Davis, a renderlo noto dopo la ratifica da parte del decimo stato membro, Cipro. Proprio quello di 10 ratifiche è la soglia minima richiesta perché la Convenzione, siglata a Varsavia il 16 maggio 2005, possa entrare invigore. "La Convenzione è deliberatamente dura nei confronti dei trafficanti e fa una chiara differenza per le vittime di questo crimine. A esse sarà offerta un'assistenza globale, e la protezione dei loro diritti umani".
La nuova convenzione definisce il traffico di esseri umani "una violazione dei diritti umani e della dignità e integrità umana", e chiede tra l'altro il rafforzamento delle misure nazionali e i controlli di frontiera, dei documenti e da parte degli operatori di trasporto.
Molto spazio è dato alla tutela delle vittime. La nuova convenzione prevede infatti anzitutto misure d'assistenza obbligatorie e un periodo di recupero e di riflessione di almeno 30 giorni per le vittime del traffico.
La Convenzione indica inoltre la possibilità di concedere permessi di soggiorno alle vittime non solo sulla base della cooperazione giudiziaria ma anche umanitaria; una clausola di non punizione per le vittime del traffico, e, infine, un sistema di cooperazione rafforzato e di monitoraggio indipendente dell'attuazione della Convenzione stessa denominato 'Greta'.
Davis si dice soddisfatto per il fatto che "finalmente l'Europa si sta avviando a utilizzare questo nuovo e incisivo strumento per combattere questa moderna forma di schiavitù". Il segretario generale aggiunge che "il fatto che questo trattato si stata concordato nel quadro del Consiglio d'Europa estende la sua applicazione a tutti i paesi europei, che includono paesi d'origine, transito e destinazione delle vittime del traffico. Esso è aperto anche ai paesi non europei e per questo fornisce una risposta globale a un problema globale"
La nuova convenzione definisce il traffico di esseri umani "una violazione dei diritti umani e della dignità e integrità umana", e chiede tra l'altro il rafforzamento delle misure nazionali e i controlli di frontiera, dei documenti e da parte degli operatori di trasporto.
Molto spazio è dato alla tutela delle vittime. La nuova convenzione prevede infatti anzitutto misure d'assistenza obbligatorie e un periodo di recupero e di riflessione di almeno 30 giorni per le vittime del traffico.
La Convenzione indica inoltre la possibilità di concedere permessi di soggiorno alle vittime non solo sulla base della cooperazione giudiziaria ma anche umanitaria; una clausola di non punizione per le vittime del traffico, e, infine, un sistema di cooperazione rafforzato e di monitoraggio indipendente dell'attuazione della Convenzione stessa denominato 'Greta'.
Davis si dice soddisfatto per il fatto che "finalmente l'Europa si sta avviando a utilizzare questo nuovo e incisivo strumento per combattere questa moderna forma di schiavitù". Il segretario generale aggiunge che "il fatto che questo trattato si stata concordato nel quadro del Consiglio d'Europa estende la sua applicazione a tutti i paesi europei, che includono paesi d'origine, transito e destinazione delle vittime del traffico. Esso è aperto anche ai paesi non europei e per questo fornisce una risposta globale a un problema globale"
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