Consiglio d'Europa contro l'Italia del Pd+Pdl: fermate i respingimenti
"Respingere gli immigrati clandestini direttamente in Libia è un'iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d'asilo".
Lo afferma il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, secondo il quale "l'iniziativa italiana viola il diritto di ogni essere umano di ottenere asilo politico. Spero che l'Italia non vada avanti con questa politica".
Il commissario si è dichiarato "totalmente in linea con le posizioni espresse dal Vaticano", che giudica la strategia del governo italiano una cattiva soluzione.
"Gli stranieri che raggiungono l'Italia - ha spiegato Hammarberg - devono avere una chance per ottenere asilo. Ora in Italia tutto questo diventa impossibile".
Il commissario ha peró espresso anche qualche parola in favore del ministro dell'Interno Roberto Maroni, chiedendo all'Unione europea a fare di piú per sostenere i Paesi che devono fronteggiare gli sbarchi degli immigrati. "Credo che il ministro Maroni agisca in questo modo perchè a Bruxelles ha trovato soltanto il silenzio dell'Ue", invece "anche l'Unione europea deve essere piú responsabile e seria, mettendosi all'ascolto di quei Paesi come l'Italia o Malta che a nome di tutta l'Unione devono affrontare questa sfida. Spero davvero che l'Unione europea aiuti maggiormente l'Italia".
AMNESTY, ITALIA SI RIMETTA IN LINEA CON DIRITTO - 'E' piu' che mai urgente che l'Italia si rimetta in linea con il diritto internazionale sui diritti umani, a partire dal rispetto del diritto di non respingimento contenuto nella Convenzione di Ginevra del 1951': la sezione italiana di Amnesty International torna a 'bacchettare' il governo italiano per i respingimenti verso la Libia, che continuano 'nonostante gli appelli dell'Unhcr e le numerose prese di posizione di associazioni e societa' civile'.
'Prendere una decisione prima che una qualsiasi procedura di accertamento dello status individuale abbia luogo - ribadisce Amnesty - e' una prassi che mette a rischio i richiedenti asilo e si pone in netto contrasto con questo principio. Le centinaia di persone ricondotte in Libia dall'Italia vanno incontro a una sorte incerta e le poche informazioni disponibili sulla loro identita', eta' e condizioni di salute non fanno che accrescere l'allarme. Impedire ai migranti che arrivano via mare l'accesso al diritto di asilo non offre peraltro alcuna soluzione chiave in materia di politica dell'immigrazione e produce nell'immediato un solo risultato: allontanare queste persone dalla nostra vista e portare al di fuori dello spazio europeo i loro diritti umani'.
'Fino a quando le autorita' italiane saranno coinvolte direttamente in atti di questo tipo, risulta difficile immaginarle estranee sotto il profilo della responsabilita'' concludono.
Lo afferma il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, secondo il quale "l'iniziativa italiana viola il diritto di ogni essere umano di ottenere asilo politico. Spero che l'Italia non vada avanti con questa politica".
Il commissario si è dichiarato "totalmente in linea con le posizioni espresse dal Vaticano", che giudica la strategia del governo italiano una cattiva soluzione.
"Gli stranieri che raggiungono l'Italia - ha spiegato Hammarberg - devono avere una chance per ottenere asilo. Ora in Italia tutto questo diventa impossibile".
Il commissario ha peró espresso anche qualche parola in favore del ministro dell'Interno Roberto Maroni, chiedendo all'Unione europea a fare di piú per sostenere i Paesi che devono fronteggiare gli sbarchi degli immigrati. "Credo che il ministro Maroni agisca in questo modo perchè a Bruxelles ha trovato soltanto il silenzio dell'Ue", invece "anche l'Unione europea deve essere piú responsabile e seria, mettendosi all'ascolto di quei Paesi come l'Italia o Malta che a nome di tutta l'Unione devono affrontare questa sfida. Spero davvero che l'Unione europea aiuti maggiormente l'Italia".
AMNESTY, ITALIA SI RIMETTA IN LINEA CON DIRITTO - 'E' piu' che mai urgente che l'Italia si rimetta in linea con il diritto internazionale sui diritti umani, a partire dal rispetto del diritto di non respingimento contenuto nella Convenzione di Ginevra del 1951': la sezione italiana di Amnesty International torna a 'bacchettare' il governo italiano per i respingimenti verso la Libia, che continuano 'nonostante gli appelli dell'Unhcr e le numerose prese di posizione di associazioni e societa' civile'.
'Prendere una decisione prima che una qualsiasi procedura di accertamento dello status individuale abbia luogo - ribadisce Amnesty - e' una prassi che mette a rischio i richiedenti asilo e si pone in netto contrasto con questo principio. Le centinaia di persone ricondotte in Libia dall'Italia vanno incontro a una sorte incerta e le poche informazioni disponibili sulla loro identita', eta' e condizioni di salute non fanno che accrescere l'allarme. Impedire ai migranti che arrivano via mare l'accesso al diritto di asilo non offre peraltro alcuna soluzione chiave in materia di politica dell'immigrazione e produce nell'immediato un solo risultato: allontanare queste persone dalla nostra vista e portare al di fuori dello spazio europeo i loro diritti umani'.
'Fino a quando le autorita' italiane saranno coinvolte direttamente in atti di questo tipo, risulta difficile immaginarle estranee sotto il profilo della responsabilita'' concludono.
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