Mercoledì 10 giugno 2026
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Consiglio d'Europa: democrazia dipende anche dal grado di integrazione degli immigrati

U.E.
Notizia ·
Lo stato di salute della democrazia in Europa dipende anche da come i Paesi membri del Consiglio d'Europa sono in grado di integrare gli immigrati e rendere effettiva la loro partecipazione alla vita politica degli Stati in cui vivono. Questa la conclusione a cui e' arrivata l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa dopo una giornata dedicata alla discussione sulla questione della partecipazione democratica dei migranti. Negli Stati membri del Consiglio d'Europa vivono attualmente circa 64 milioni di immigrati, e il loro numero continua a crescere. Non includere il 9% circa della popolazione nel processo democratico, solo sulla base della sua provenienza, e' ritenuto 'un pericolo' per la democrazia in Europa. Per accrescere la partecipazione degli immigrati alla vita democratica dei Paesi membri del Consiglio d'Europa sono state individuate una serie di misure: facilitare l'acquisizione della cittadinanza, garantire permessi di residenza a lungo termine, regolarizzare gli immigrati irregolari, garantire agli immigrati il diritto di voto almeno a livello locale, creare organi consultivi affinche' gli immigrati possano essere consultati sulle questioni che li riguardano. Intervenendo nel dibattito il deputato Marco Zacchera (AN) ha affermato che 'l'Europa dovrebbe fornire un aiuto concreto a paesi come l'Italia sul fronte della gestione dei flussi migratori'. In Europa si sente spesso dire che l'Italia ha una politica delle porte chiuse, ha osservato Zaccaria, 'tuttavia negli ultimi anni noi abbiamo regolarizzato oltre due milioni di immigrati'. L'onorevole italiano Jose' Luiz Del Roio (PRC) ha invece criticato la direttiva Ue sui rimpatri definendola 'abominevole, irresponsabile, non realizzabile'. 'Mi sembra che il mondo politico del governo dell'Europa sia colpito da una grave schizofrenia', ha aggiunto.    


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