Consiglio nazionale ricerche (Cnr): in Italia non esiste alcuna politica attiva sull'immigrazione
In Italia non c'e' mai stata, e ancora non c'e', una politica attiva sull'immigrazione: e' il parere dei demografi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) che si occupano della materia. L'osservazione e' emersa in una tavola rotonda organizzata ieri a Roma dallo stesso Cnr.
Dagli esperti prima di tutto e' stata confermata la forte crescita del numero degli immigrati: dai 356 mila del 1991 ai 3.900.000 di quest'anno, pari allo 6,5% della popolazione.
A illustrare il lavoro del Cnr, Sveva Avveduto, direttore dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, e Corrado Bonifazi, ricercatore dell'istituto. Quest' ultimo si e' soffermato sulle motivazioni che possono aver prodotto la crescita 'straordinaria' del numero di stranieri nel nostro paese: la ricchezza dell'Italia, l'economia sommersa, il basso tasso di fecondita', l'aumento del numero degli anziani e limiti delle prestazioni del welfare sopperiti da collaboratori stranieri. E' stato ricordato che il numero degli anziani non autosufficienti e' stimato in 2,3 milioni e che oltre due milioni di famiglie utilizzano una qualche forma di aiuto domestico, facendo ricorso molto spesso a manodopera straniera. Per Bonifazi, 'l'immigrazione non va considerata solo come un fatto di controllo, ma va inserita in un quadro di crescita complessiva'. Il demografo Gian Carlo Blangiardo dell' Universita' degli studi di Milano Bicocca ha preso in esame l'incidenza degli immigrati rispetto alle culle vuote, alle pensioni e al lavoro e ha sostenuto che certamente la componente straniera ha la sua rilevanza ma non e' risolutiva.
Dagli esperti prima di tutto e' stata confermata la forte crescita del numero degli immigrati: dai 356 mila del 1991 ai 3.900.000 di quest'anno, pari allo 6,5% della popolazione.
A illustrare il lavoro del Cnr, Sveva Avveduto, direttore dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, e Corrado Bonifazi, ricercatore dell'istituto. Quest' ultimo si e' soffermato sulle motivazioni che possono aver prodotto la crescita 'straordinaria' del numero di stranieri nel nostro paese: la ricchezza dell'Italia, l'economia sommersa, il basso tasso di fecondita', l'aumento del numero degli anziani e limiti delle prestazioni del welfare sopperiti da collaboratori stranieri. E' stato ricordato che il numero degli anziani non autosufficienti e' stimato in 2,3 milioni e che oltre due milioni di famiglie utilizzano una qualche forma di aiuto domestico, facendo ricorso molto spesso a manodopera straniera. Per Bonifazi, 'l'immigrazione non va considerata solo come un fatto di controllo, ma va inserita in un quadro di crescita complessiva'. Il demografo Gian Carlo Blangiardo dell' Universita' degli studi di Milano Bicocca ha preso in esame l'incidenza degli immigrati rispetto alle culle vuote, alle pensioni e al lavoro e ha sostenuto che certamente la componente straniera ha la sua rilevanza ma non e' risolutiva.
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