Il Consiglio di Stato deve risarcire Europa7, 'oscurata' da Retequattro
Nel giudicare la richiesta di risarcimenti da parte di Europa 7 per non aver potuto usufruire delle frequenze assegnate ed utilizzate da Retequattro il Consiglio di Stato italiano dovra' applicare la sentenza della Corte di giustizia europea che aveva dato ragione alla Tv di Francesco di Stefano. Cosi' il commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes ha risposto all'interrogazione scritta presentata da tre eurodeputati della sinistra Ue (Gue/Ngl) Giusto Catania, Roberto Musacchio e Vittorio Agnoletto. Nell'udienza sul caso Europa 7, prevista per il 6 maggio, il Consiglio di Stato 'dovra' applicare l'interpretazione del diritto comunitario fornita dalla Corte di giustizia sui fatti della controversia in questione', si legge nella risposta, 'che riguardano una richiesta di risarcimento del danno che la Centro Europa 7 sostiene di aver sofferto per il fatto che non le sono state assegnate, dai convenuti nella causa principale, le radiofrequenze terrestri in tecnica analogica necessarie per svolgere l' attivita' di diffusione di programmi radiotelevisivi'. Il 31 gennaio scorso infatti la Corte di giustizia europea aveva definito 'contrarie al diritti comunitario' le leggi italiane che consentono a Retequattro di utilizzare le frequenze destinate a Europa 7 e assegnate nel 1999. Per i giudici di Lussemburgo quindi le norme italiane in materia non rispettano 'il principio di libera prestazione di servizi e non seguono criteri di selezione obiettivi e trasparenti'. Nella stessa risposta inoltre la Kroes ha ricordato che la Commissione a luglio del 2006 la Commissione ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per le normative sul passaggio alla tv digitale, arrivando a inviare a Roma un 'parere motivato' a luglio del 2007. Ora, ha ricordato il commissario europeo, 'la Commissione ha gia' intrapreso un'azione per porre termine alle violazioni e controllera' che la decisione della Corte di giustizia sia pienamente applicata dall'Italia'.
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