I consumatori di droghe sul lavoro. Indagine
Chi sono i maggiori consumatori di droga mentre sono al lavoro? I dipendenti del settore edile e alberghiero/ristorazione sono i maggiori consumatori di sostanza psicoattive (alcool, tabacco, droghe) fa sapere un'indagine dell'Institut national de prévention et d'éducation pour la santé (Inpes) resa nota lo scorso 17 gennaio.
Per l'alcool sono in testa, col 32,7%, gli edili, con almeno 6 o piu' bicchieri una volta al mese.
I dati, resi noti in una conferenza stampa organizzata dalla mission interministérielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie (Mildt), fanno sapere che a seguire ci solo il settore agricoltura e pesca (30,7%), alberghiero/ristorazione (26,9%) e trasporti (24,2%). Un tasso percentuale di consumo per l'insieme delle attivita' che si stabilisce al 19,2.
Per la frequenza, al primo posto per la quotidianita' c'e' l'agricoltura (16,6%) rispetto al 7,7% complessivo, precedendo gli edili col 13,4%.
Per la cannabis e' in testa il settore delle arti e spettacolo col 16,6% annuale rispetto ad un complessivo 6,9%, precedendo gli edili (13%) e l'alberghiero/ristorazione (12,9%).
Per la cocaina e' sempre in testa il settore arte e spettacolo col 9,8%, seguiti dal 9,2% dell'alberghiero/ristorazione e 6,9% dell'informazione/comunicazioni, 5,6% edile e 3,8% complessivamente.
Per l'ecstasy, a consumarla sono il 3,3% complessivamente, una percentuale che per l'alberghiero/ristorazione e' del 7,9, diventando 7,3 nell'arte e spettacolo.
Lo studio inoltre evidenzia che buoni alunni per il consumo di droghe sono i settori: amministrazione pubblica, insegnamento, sanita' e sociale, nonche' le attivita' dei servizi alle famiglie (donne delle pulizie, cuoche, baby-sitter, etc).
Piu' di un terzo, infine, e' fumatore regolare (36,3%), 13,2% consumatori di cannabis e il 9,3% dei consumatori di alcool aumentano i propri consumi in relazione ai problemi che hanno sul lavoro.
Per l'alcool sono in testa, col 32,7%, gli edili, con almeno 6 o piu' bicchieri una volta al mese.
I dati, resi noti in una conferenza stampa organizzata dalla mission interministérielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie (Mildt), fanno sapere che a seguire ci solo il settore agricoltura e pesca (30,7%), alberghiero/ristorazione (26,9%) e trasporti (24,2%). Un tasso percentuale di consumo per l'insieme delle attivita' che si stabilisce al 19,2.
Per la frequenza, al primo posto per la quotidianita' c'e' l'agricoltura (16,6%) rispetto al 7,7% complessivo, precedendo gli edili col 13,4%.
Per la cannabis e' in testa il settore delle arti e spettacolo col 16,6% annuale rispetto ad un complessivo 6,9%, precedendo gli edili (13%) e l'alberghiero/ristorazione (12,9%).
Per la cocaina e' sempre in testa il settore arte e spettacolo col 9,8%, seguiti dal 9,2% dell'alberghiero/ristorazione e 6,9% dell'informazione/comunicazioni, 5,6% edile e 3,8% complessivamente.
Per l'ecstasy, a consumarla sono il 3,3% complessivamente, una percentuale che per l'alberghiero/ristorazione e' del 7,9, diventando 7,3 nell'arte e spettacolo.
Lo studio inoltre evidenzia che buoni alunni per il consumo di droghe sono i settori: amministrazione pubblica, insegnamento, sanita' e sociale, nonche' le attivita' dei servizi alle famiglie (donne delle pulizie, cuoche, baby-sitter, etc).
Piu' di un terzo, infine, e' fumatore regolare (36,3%), 13,2% consumatori di cannabis e il 9,3% dei consumatori di alcool aumentano i propri consumi in relazione ai problemi che hanno sul lavoro.
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