Continua la mattanza dei narcos
Tre teste umane sulla strada per Ciudad Juarez e cinque cadaveri di donne in un'automobile ad Acapulco: la spietata guerra fra i cartelli della droga in Messico continua in un clima di raccapricciante violenza, mentre il nuovo procuratore generale del paese, Arturo Chavez, ha ammesso che lo stesso organismo che dirige 'e' infiltrato dal crimine organizzato'.Tre teste mozzate, racchiuse in borse termiche, sono state ritrovate lungo la strada che porta da Chihuahua a Ciudad Juarez, la citta' sulla frontiera con gli Stati Uniti diventata simbolo della violenza dei narcos.
Circa 600 persone sono state uccise a Ciudad Juarez nel 2009 in episodi legati al traffico di droga, e solo ieri la polizia ha incontrato i corpi di nove uomini: uno di essi decapitato.
D'altra parte, sulla strada federale fra Acapulco e Zihuatanejo, all'altezza della localita' di Petatlan, la polizia ha trovato i cadaveri di cinque giovani donne, fra i 25 e i 35 anni, accanto a un veicolo. I corpi erano crivellati di pallottole e per questo irriconoscibili.
Chavez, nella sua prima conferenza stampa dopo la nomina a capo della procura generale del Messico, ha detto che la sua prima priorita' sta nel 'guadagnare la fiducia della gente', giacche' l'organismo che dirige e' segnato dalla 'corruzione e l'impunita'', per cui ha promesso 'mantenere la depurazione in corso e promuovere il servizio professionale e di carriera nella polizia'.
Ma Chavez e' stato gia' oggetto di critiche nel suo precedente mandato, quando era procuratore dello stato di Chihuahua, e gli si rimprovera la sua gestione del caso delle centinaia di donne uccise misteriosamente a Ciudad Juarez.
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