Lunedì 8 giugno 2026
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Continuano i respingimenti in alto mare, l'Ue e l'Onu chiedono chiarimenti all'Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
L'ultimo respingimento deciso dal governo italiano nei confronti di un gruppo di migranti somali, intercettati ieri su un gommone al largo delle coste siciliane, si lascia alle spalle una scia di polemiche e proteste. A cominciare da una lettera inviata dalla commissione dell'Unione Europea all'Italia e a Malta, con la quale si chiedono 'chiarimenti' sulla vicenda che ha visto coinvolti i due Paesi. Per l' Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) quello che accade e' molto grave: 'volevano solo asilo'.
Ma anche sul Pattugliatore d'altura Denaro della Guardia di Finanza, che ha riportato in Libia i profughi, non sono mancati momenti di tensione. Quando hanno capito di essere stati rimandati al punto di partenza, gli immigrati hanno cominciato a protestare, rifiutandosi di essere trasbordati sulle unita' militari libiche.
A rendere difficoltosa l'operazione anche le cattive condizioni del mare, tanto che alla fine viene deciso, per motivi di sicurezza, di dirottare il Pattugliatore direttamente verso il porto libico di Al Zuwarah, una delle basi principali utilizzate dal racket degli immigrati per le traversate del Canale di Sicilia.
'Siamo stremati, alcuni di noi stanno male. Vediamo da lontano le case di una citta' e temiamo che ci costringano a sbarcare. Vi prego aiutateci', e' il disperato appello lanciato con un satellitare da Ahmed, uno dei 75 profughi a bordo dell'unita' militare italiana, intervistato telefonicamente da un giornalista del servizio africano della Bbc.
Dal Pattugliatore, che si trova ancora fermo davanti alle coste libiche, arriva anche la voce rotta dal pianto di Anab, una giovane somala: 'Durante la traversata, durata quattro giorni, una mamma con il suo neonato e' stata soccorsa e trasportata in ospedale dalle motovedette maltesi, insieme ad altri due uomini che stavano male. Ma a bordo della nave ci sono altre donne e ragazzi che hanno bisogno di cure'.
Poi e' di nuovo Ahmed a spiegare le preoccupazione dei somali, mentre si sentono i suoi compagni rumoreggiare: 'Abbiamo manifestato ai militari italiani l'intenzione di fare richiesta d'asilo, li abbiamo pregati di non consegnarci ai libici perche' temiamo di finire in carcere, ma non hanno voluto sentire ragioni'.
Ed infatti qualche ora dopo, malgrado le grida e le proteste, gli immigrati vengono fatti sbarcare a terra e trasferiti a Tripoli. Una situazione che provoca l'immediata reazione di Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati: 'Sono stati respinti uomini, donne e bambini somali che hanno chiesto di poter fare domanda d'asilo, implorando di non essere rimandati in Libia. Ma nonostante fossero a bordo di una motovedetta italiana non gli e' stata data questa possibilita'. Di fatto gli e' stato negato un diritto riconosciuto dalle convenzioni internazionali'.
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