Contraccezione, vescovi chiedono obiezione di coscienza per farmacisti
L'aborto e' 'un delitto', ha riaffermato ieri la Conferenza episcopale italiana che, per bocca del suo segretario generale mons. Mariano Crociata, ha incoraggiato la battaglia dei farmacisti cattolici per il diritto all'obiezione di coscienza sulla vendita di prodotti come la stessa pillola del giorno dopo.'L'obiezione di coscienza e' un diritto che deve essere riconosciuto anche ai farmacisti, permettendo loro di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali come l'aborto e l'eutanasia', ha detto stamane il presule, in apertura dei lavori del convegno nazionale dei farmacisti cattolici. 'In Italia - ha aggiunto Crociata - il problema e' avvertito soprattutto riguardo alla vendita della cosidetta pillola del giorno dopo'.
Il convegno di Roma ha proprio per obiettivo quello di chiedere 'una legge' - come ha spiegato il presidente dell'associazione Piero Uroda - che consenta innanzitutto a chi lavora nelle farmacie di esimersi dal dispensare la pillola del giorno dopo senza conseguenze giuridiche.
Le parole del segretario della Cei hanno incontrato pero' la ferma reazione dell'Ordine dei Farmacisti e di Federfarma.
'Massimo rispetto per le preoccupazioni morali della Cei', ha affermato il presidente dell'ordine Andrea Mandelli ma, ha aggiunto, 'credo che questo sia un tema delicato e che debba essere regolamentato da una legge che chiarisca nei dettagli gli ambiti di applicazione all'interno dei quali deve operare un farmacista'. 'La farmacia non puo' negare il farmaco al cittadino che si presenta provvisto di ricetta medica', gli ha fatto eco Anna Rosa Racca, presidente di Federfarma.
L'appello di mons. Crociata non e' piaciuto al Pd: la sua e' 'un'esortazione all'illegalita'', ha commentato Vittoria Franco, responsabile donne del partito. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista-sinistra europea, ha denunciato 'l'intollerabile ingerenza della Chiesa' e Paolo Pellegrini, del Pdci, ha definito 'immorale' far passare le donne per assassine. Di segno opposto il vicepresidente della Camera e presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, che ha pienamente accolto la richiesta di un diritto all'obiezione di coscienza dei farmacisti, ed anche la dichiarazione dell'on.
Luca Volonte', sempre dell'Udc, che ha accusato il Pd di 'intolleranza' verso i diritti piu' intimi e sacri di liberta''. In Italia la legge 194 con cui e' stata introdotta l'interruzione di gravidanza prevede l'obiezione di coscienza per il medico e per il personale sanitario coinvolto ma non contempla la figura del farmacista. Ora, e' il ragionamento dei farmacisti cattolici, giacche' con la pillola del giorno dopo accanto all'aborto chirurgico e' stato introdotto (dal 2000) anche un prodotto farmacologico (nell'eventualita' che l'embrione si sia formato, ndr) 'per analogia deve spettare anche ai farma+cisti lo stesso diritto' all'obiezione. Tanto piu' che un domani, anche in Italia, potrebbe arrivare il kit eutanasico, per ora disponibile in alcuni Paesi europei tra cui il Belgio. Ma anche la Ru486 che coinvolgerebbe da subito la figura del farmacista ospedaliero.
In un messaggio per la Giornata della Vita, in programma nelle parrocchie italiane per il prossimo 7 febbraio, la Cei ha nuovamente definito l'aborto 'un delitto'. Tuttavia, si legge nel testo dei vescovi, propria la difficile situazione dovuta alla crisi 'ci spinge a essere ancora piu' solidali con quelle madri che, spaventate dallo spettro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza, e ci impegna a manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza'.
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