Martedì 9 giugno 2026
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Contraccezione, via libera alla pillola dei cinque giorni dopo

AMERICHE - USA
Notizia ·
E' prossimo il via libera allapillola del giorno dopo che puo' essere presa fino a 5 giorni dopo il rapporto (anziche' 3 come quella tradizionale) anche negli Usa, dopo l'autorizzazione gia' avuta in Europa. Uno studio pubblicato dal journal of Obstetrics and Ginecologics ne ha infatti confermato l'efficacia. A 1241 statunitensi che sono dovute ricorrere alla contraccezione d'emergenza e' stato somministrato 'Ellaone', il farmaco a base di ulipristal acetato. Nei casi studiati si e' avuta la gravidanza nel 2% dei soggetti, un'efficacia simile a quella della pillola del giorno dopo tradizionale. A differenza di questa pero' non ha evidenziato una perdita di efficacia nell'arco del periodo di somministrazione. Gli effetti collaterali, prevalentemente mal di testa, nausea e dolori addominali, sono stati definiti 'da leggeri a moderati'. L'autorita' farmaceutica europea ha autorizzato il farmaco, prodotto dalla stessa azienda francese di quello tradizionale, lo scorso marzo, mentre commercializzazione e' stata approvata a maggio. In Europa e' venduta in Gran Bretagna, Germania e Francia. 
'Ben venga se si introducono nuove molecole' come contraccettivi d'emergenza, 'ma non vorrei che l'effetto annuncio superasse' la reale efficacia del farmaco. Il ginecologo Silvio Viale commenta cosi' la notizia.
'E' chiaro che la pillola del giorno dopo, agendo sull'ovulazione, e' piu' efficace quanto prima viene assunta. La nuova pillola dovrebbe avere un effetto anche post-ovulatorio, altrimenti e' fisiologico che l'efficacia si riduca col passare dei giorni'.
Per garantire 'il trattamento migliore possibile alle donne' sottolinea pero' il ginecologo, ricordando di avere fatto ricorso contro l'avvertimento che ha ricevuto dall'Ordine dei medici del Piemonte per aver distribuito per strada ricette per la pillola del giorno dopo, 'io continuo a richiedere l'abolizione della ricetta per il levonorgestrel. E spero che anche le case farmaceutiche si decidano a chiederlo, cosi' come hanno fatto in altri Paesi europei'.
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