Copyright, l'Ue bacchetta la Siae e apre alla competizione tra societa' di gestione
Bruxelles da' una scossa al sistema di gestione dei diritti d'autore aprendo alla concorrenza e raddoppia il periodo di tutela per gli artisti interpreti ed esecutori. L'esecutivo europeo ha approvato ieri una proposta della commissaria Ue alla concorrenza Neelie Kroes che mette fine al 'cartello' dei gestori riuniti nella Cisac (Confederazione internazionale delle societa' autori e compositori) e apre alla libera concorrenza, giudicando 'illegali' alcune pratiche adottate finora da 24 societa', tra cui l'italiana Siae, per la raccolta delle royalties.
Con un altro provvedimento, presentato dal commissario Ue al mercato interno Charlie McCreevy, l'eurogoverno ha deciso di aumentare da 50 a 95 anni la durata dei diritti degli esecutori e degli interpreti dando loro la stessa protezione finora riconosciuta agli autori per poter continuare a guadagnare il denaro piu' a lungo, una volta in pensione. Per la Commissione si tratta di misure che vanno a vantaggio degli artisti, ma anche dei consumatori. 'Le societa' di gestione dei diritti d'autore - sottolinea la commissaria Ue alla concorrenza - saranno incoraggiate ad offrire ai compositori e ai parolieri le migliori condizioni sull'ammontare al quale hanno diritto, ma la decisione facilitera' anche la diffusione via satellite, cavo e internet offrendo ai consumatori una scelta piu' vasta e agli autori redditi piu' importanti'.
Non sono pero' dello stesso avviso i rappresentanti dell'Associazione europea dei compositori e parolieri (Ecsa) per i quali la decisione e' invece un 'attacco alla diversita' culturale' e soprattutto un 'danno ai guadagni dei musicisti' perche', con la concorrenza fra le societa' di gestione, i diritti degli autori finiranno per essere svenduti. Sulla stessa linea si era espresso all'inizio di luglio anche Robin Gibb, ex Bee Gees ed ora rappresentante della Cisac, che aveva parlato di provvedimento 'catastrofico' per la creazione musicale, in un momento in cui le vendite dei dischi sono in calo e aumenta la musica scaricata da internet, meno remunerativa per gli autori.
A fianco della Commissione si e' invece schierata la Fimi, che in Italia raggruppa le principali aziende discografiche. 'Lo sviluppo della musica digitale e' stato frenato negli ultimi anni da un inconcepibile sistema di licenze che andava contro lo spirito stesso della rete', rileva il presidente di Fimi Enzo Mazza che si augura 'un sano e competitivo mercato dei diritti d'autore'. Il dossier sul diritto d'autore era stato aperto dall'antitrust Ue dopo la denuncia del gruppo radiofonico Rtl e del fornitore di musica on line Music Choice.
Con la decisione presa dalla Commissione le societa' membri della Cisac non potranno applicare la cosidetta 'clausola di affiliazione' che impedisce a un autore di scegliersi la sua societa' o di rivolgersi a un'altra anche all'estero. Al tempo stesso, Bruxelles ha bloccato le 'restrizioni territoriali' che impediscono alle societa' di gestione di offrire licenze agli utilizzatori commerciali - come radio e tv - al di fuori del territorio nazionale. Non e' tuttavia messo in discussione il ruolo delle societa' nazionali e non si prevedono ammende, ma solo modifiche nel loro funzionamento. La decisione lascia inoltre intatto il diritto delle societa' a stabilire il livello di guadagno sui diritti gestiti.
La Siae ricorda pero' come ormai 'non sussista piu' alcuna clausola d'affiliazione' che ponga vincoli agli autori. Per la societa' italiana, piuttosto, 'desta forte preoccupazione - sottolinea il presidente Giorgio Assumma - lo scenario che si prefigura nella raccolta dei diritti' specialmente sul web, 'in cui autori e societa' di gestione collettiva, gia' incontrano rilevanti difficolta' nell'ottenere il riconoscimento dei diritti di proprieta' intellettuale'.
Con un altro provvedimento, presentato dal commissario Ue al mercato interno Charlie McCreevy, l'eurogoverno ha deciso di aumentare da 50 a 95 anni la durata dei diritti degli esecutori e degli interpreti dando loro la stessa protezione finora riconosciuta agli autori per poter continuare a guadagnare il denaro piu' a lungo, una volta in pensione. Per la Commissione si tratta di misure che vanno a vantaggio degli artisti, ma anche dei consumatori. 'Le societa' di gestione dei diritti d'autore - sottolinea la commissaria Ue alla concorrenza - saranno incoraggiate ad offrire ai compositori e ai parolieri le migliori condizioni sull'ammontare al quale hanno diritto, ma la decisione facilitera' anche la diffusione via satellite, cavo e internet offrendo ai consumatori una scelta piu' vasta e agli autori redditi piu' importanti'.
Non sono pero' dello stesso avviso i rappresentanti dell'Associazione europea dei compositori e parolieri (Ecsa) per i quali la decisione e' invece un 'attacco alla diversita' culturale' e soprattutto un 'danno ai guadagni dei musicisti' perche', con la concorrenza fra le societa' di gestione, i diritti degli autori finiranno per essere svenduti. Sulla stessa linea si era espresso all'inizio di luglio anche Robin Gibb, ex Bee Gees ed ora rappresentante della Cisac, che aveva parlato di provvedimento 'catastrofico' per la creazione musicale, in un momento in cui le vendite dei dischi sono in calo e aumenta la musica scaricata da internet, meno remunerativa per gli autori.
A fianco della Commissione si e' invece schierata la Fimi, che in Italia raggruppa le principali aziende discografiche. 'Lo sviluppo della musica digitale e' stato frenato negli ultimi anni da un inconcepibile sistema di licenze che andava contro lo spirito stesso della rete', rileva il presidente di Fimi Enzo Mazza che si augura 'un sano e competitivo mercato dei diritti d'autore'. Il dossier sul diritto d'autore era stato aperto dall'antitrust Ue dopo la denuncia del gruppo radiofonico Rtl e del fornitore di musica on line Music Choice.
Con la decisione presa dalla Commissione le societa' membri della Cisac non potranno applicare la cosidetta 'clausola di affiliazione' che impedisce a un autore di scegliersi la sua societa' o di rivolgersi a un'altra anche all'estero. Al tempo stesso, Bruxelles ha bloccato le 'restrizioni territoriali' che impediscono alle societa' di gestione di offrire licenze agli utilizzatori commerciali - come radio e tv - al di fuori del territorio nazionale. Non e' tuttavia messo in discussione il ruolo delle societa' nazionali e non si prevedono ammende, ma solo modifiche nel loro funzionamento. La decisione lascia inoltre intatto il diritto delle societa' a stabilire il livello di guadagno sui diritti gestiti.
La Siae ricorda pero' come ormai 'non sussista piu' alcuna clausola d'affiliazione' che ponga vincoli agli autori. Per la societa' italiana, piuttosto, 'desta forte preoccupazione - sottolinea il presidente Giorgio Assumma - lo scenario che si prefigura nella raccolta dei diritti' specialmente sul web, 'in cui autori e societa' di gestione collettiva, gia' incontrano rilevanti difficolta' nell'ottenere il riconoscimento dei diritti di proprieta' intellettuale'.
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