Cordone ombelicale. Luca Marini (Assobiobanche): siamo a rischio infrazione Ue con monopolio banche pubbliche
"Abbiamo rivolto gia' tre appelli al ministro del Welfare, abbiamo chiesto di essere ascoltati" sulle novita' normative. "Ma non abbiamo ancora avuto risposta". Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma e presidente di Assobiobanche (l'associazione delle imprese operanti nella ricerca e nei servizi reagitivi alle cellule e ai tessuti umani) parla della scadenza del 30 giugno, indicata dal decreto Milleproroghe come termine per la creazione di una rete di banche pubbliche e, questa la novita', private per la conservazione delle staminali da cordone ombelicale. "Ho fiducia che il governo sapra' cogliere questa opportunita', anche per non esporsi al rischio di una procedura d'infrazione". Un richiamo, quello alla procedura d'infrazione, che spiega cosi': "Ci sono distonie tra la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio numero 2004/23 sui tessuti umani e il decreto legislativo 6 novembre 2007 numero 191 che la recepisce", dice durante il seminario 'Verso la rete di biobanche pubbliche e private', tenutosi oggi a Roma. Una di queste riguarda proprio la mancata apertura dell'Italia anche ai privati: "Nonostante la formula usata nella direttiva, inequivocabilmente diretta a comprendere tra gli istituti di tessuti anche le biobanche private, il decreto legislativo 191 non ha consentito l'accreditamento dei strutture private".
Senza dimenticare che il "monopolio pubblico in materia, se non giustificato da motivare esigenze di interesse generale, puo' rivelarsi incompatibile con le norme comunitarie sulla concorrenza, la libera prestazione dei servizi e il mercato interno". E, quindi, "esporre il governo italiano al rischio di una procedura d'infrazione innanzi alla Corte di giustizia comunitaria". Basta, sottolinea Marini, "il ricorso di un singolo cittadino".
Secondo il presidente di Assobiobanche, "l'apertura del settore ai privati potrebbe consentire di sviluppare utili sinergie con le strutture pubbliche, incrementando il progresso scientifico in materia e armonizzando gli standard di qualita' e sicurezza a beneficio dei cittadini europei".
Altre le questioni care al vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica: "Il Milleproroghe- spiega ancora durenta il seminario- lascia priva di copertura l'ipotesi di uso terapeutico diverso da quello ematologico, che invece potrebbe trovare opportuna collocazione anche in adeguati strumenti normativi". Inoltre, Marini denuncia un "effetto non voluto dell'ordinanza in vigore: favorire realta' scientifiche di altri paesi". Infatti ricorda, "su circa 570 mila nascite nel 2007, solo 2.500 campioni di sangue sono stati raccolti e conservati presso strutture nazionali, mentre un numero doppio di campioni viene inviato all'estero a spese dei diretti interessati". (Dire)
"In Italia le banche di tessuti, sangue e staminali sono di grandissima qualita'. Tanto che ogni giorno ricevono richieste dall'estero. E sono tutte pubbliche". Lo ricorda il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), Alessandro Nanni Costa, di fronte ai rappresentanti delle biobanche private. Nanni Costa ricorda che in Italia "ci sono 30 banche di tessuti, che conservano cornee, tessuti vascolari e valvole cardiache, membrana amniotica, cute e ossa. Sono tutte certificate e operano da 5 anni grazie a un accordo Stato-Regioni". Accanto a queste ci sono "circa 100 strutture che raccolgono le staminali ematopoietiche, piu' al Nord che al Sud, che ogni anno effettuano almeno 80 trapianti". Infine ci sono "18 biobanche, sempre pubbliche, che raccolgono le staminali prelevate dal cordone ombelicale". Non sono tantissime ma, assicura Nanni Costa "l'Italia e' il Paese con il maggior numero di richieste dall'estero, perche' i suoi centri hanno elevatissimi standard di sicurezza".
Secondo StemWay Biotech Ltd, socio fondatore di AssoBiobanche, l'Italia rischia una procedura di infrazione europea se non interviene con urgenza nella delicata materia legislativa che regola la conservazione di cordoni ombelicali.
In vista dell'imminente scadenza, prevista dal decreto milleproroghe al 30 giugno, per la creazione di una rete nazionale di banche pubbliche e private autorizzate, StemWay Biotech Ltd proporne un tavolo di lavoro con il governo al fine di porre rimedio ad una situazione anomala che dura nel paese da ormai troppi anni e che allontana i confini dell'Italia dal resto d'Europa. L'obiettivo è quello di arrivare ad avere, anche nel Belpaese, un assetto normativo di settore efficace ed etico in linea con quelle che sono le direttive europee.
"Per quale motivo - si domanda Paolo Rubini, vicepresidente del Gruppo - si vuole impedire ai cittadini di effettuare a proprie spese un investimento sulla salute della propria famiglia, che per di più non ha alcun impatto sui costi sanitari pubblici? Si tratta di un investimento di cui un giorno, ne potrà beneficiare lo stesso SSN, in termini di maggiore facilità terapeutica del malato.
I genitori italiani devono avere il diritto di scegliere liberamente se conservare o donare le cellule staminali del cordone ombelicale dei propri figli, e decidere liberamente se conservarle in Italia, in una biobanca privata o pubblica, o all'estero. E' inoltre importante impedire che ogni hanno oltre il 95% dei cordoni ombelicali vengano inutilizzati. Si tratta di un patrimonio biologico importante per il Paese e che bisogna assolutamente impedire venga disperso".
StemWay Biotech Ltd e le imprese del settore si impegnano ad assicurare i più elevati livelli di sicurezza tecnologica della conservazione e a diffondere informazioni scientifiche, serie e complete. A tale proposito, StemWay Biotech Ltd ha previsto tra i propri organi sociali anche un Comitato Etico indipendente, presieduto dal prof. Marco Salvetti, al fine di valutare ed assicurare la correttezza ed eticità delle proprie azioni.
StemWay Biotech Ltd è una knowledgement company attiva nel settore delle cellule staminali ed è socio fondatore di AssoBiobanche, l'associazione di categoria che raggruppa le imprese nazionali ed estere operanti nel settore della ricerca e dei servizi in materia di cellule e tessuti umani.
Senza dimenticare che il "monopolio pubblico in materia, se non giustificato da motivare esigenze di interesse generale, puo' rivelarsi incompatibile con le norme comunitarie sulla concorrenza, la libera prestazione dei servizi e il mercato interno". E, quindi, "esporre il governo italiano al rischio di una procedura d'infrazione innanzi alla Corte di giustizia comunitaria". Basta, sottolinea Marini, "il ricorso di un singolo cittadino".
Secondo il presidente di Assobiobanche, "l'apertura del settore ai privati potrebbe consentire di sviluppare utili sinergie con le strutture pubbliche, incrementando il progresso scientifico in materia e armonizzando gli standard di qualita' e sicurezza a beneficio dei cittadini europei".
Altre le questioni care al vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica: "Il Milleproroghe- spiega ancora durenta il seminario- lascia priva di copertura l'ipotesi di uso terapeutico diverso da quello ematologico, che invece potrebbe trovare opportuna collocazione anche in adeguati strumenti normativi". Inoltre, Marini denuncia un "effetto non voluto dell'ordinanza in vigore: favorire realta' scientifiche di altri paesi". Infatti ricorda, "su circa 570 mila nascite nel 2007, solo 2.500 campioni di sangue sono stati raccolti e conservati presso strutture nazionali, mentre un numero doppio di campioni viene inviato all'estero a spese dei diretti interessati". (Dire)
"In Italia le banche di tessuti, sangue e staminali sono di grandissima qualita'. Tanto che ogni giorno ricevono richieste dall'estero. E sono tutte pubbliche". Lo ricorda il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), Alessandro Nanni Costa, di fronte ai rappresentanti delle biobanche private. Nanni Costa ricorda che in Italia "ci sono 30 banche di tessuti, che conservano cornee, tessuti vascolari e valvole cardiache, membrana amniotica, cute e ossa. Sono tutte certificate e operano da 5 anni grazie a un accordo Stato-Regioni". Accanto a queste ci sono "circa 100 strutture che raccolgono le staminali ematopoietiche, piu' al Nord che al Sud, che ogni anno effettuano almeno 80 trapianti". Infine ci sono "18 biobanche, sempre pubbliche, che raccolgono le staminali prelevate dal cordone ombelicale". Non sono tantissime ma, assicura Nanni Costa "l'Italia e' il Paese con il maggior numero di richieste dall'estero, perche' i suoi centri hanno elevatissimi standard di sicurezza".
Secondo StemWay Biotech Ltd, socio fondatore di AssoBiobanche, l'Italia rischia una procedura di infrazione europea se non interviene con urgenza nella delicata materia legislativa che regola la conservazione di cordoni ombelicali.
In vista dell'imminente scadenza, prevista dal decreto milleproroghe al 30 giugno, per la creazione di una rete nazionale di banche pubbliche e private autorizzate, StemWay Biotech Ltd proporne un tavolo di lavoro con il governo al fine di porre rimedio ad una situazione anomala che dura nel paese da ormai troppi anni e che allontana i confini dell'Italia dal resto d'Europa. L'obiettivo è quello di arrivare ad avere, anche nel Belpaese, un assetto normativo di settore efficace ed etico in linea con quelle che sono le direttive europee.
"Per quale motivo - si domanda Paolo Rubini, vicepresidente del Gruppo - si vuole impedire ai cittadini di effettuare a proprie spese un investimento sulla salute della propria famiglia, che per di più non ha alcun impatto sui costi sanitari pubblici? Si tratta di un investimento di cui un giorno, ne potrà beneficiare lo stesso SSN, in termini di maggiore facilità terapeutica del malato.
I genitori italiani devono avere il diritto di scegliere liberamente se conservare o donare le cellule staminali del cordone ombelicale dei propri figli, e decidere liberamente se conservarle in Italia, in una biobanca privata o pubblica, o all'estero. E' inoltre importante impedire che ogni hanno oltre il 95% dei cordoni ombelicali vengano inutilizzati. Si tratta di un patrimonio biologico importante per il Paese e che bisogna assolutamente impedire venga disperso".
StemWay Biotech Ltd e le imprese del settore si impegnano ad assicurare i più elevati livelli di sicurezza tecnologica della conservazione e a diffondere informazioni scientifiche, serie e complete. A tale proposito, StemWay Biotech Ltd ha previsto tra i propri organi sociali anche un Comitato Etico indipendente, presieduto dal prof. Marco Salvetti, al fine di valutare ed assicurare la correttezza ed eticità delle proprie azioni.
StemWay Biotech Ltd è una knowledgement company attiva nel settore delle cellule staminali ed è socio fondatore di AssoBiobanche, l'associazione di categoria che raggruppa le imprese nazionali ed estere operanti nel settore della ricerca e dei servizi in materia di cellule e tessuti umani.
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