Lunedì 8 giugno 2026
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Corea del Nord. Nuove rivelazioni su traffico droga e missili

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Nuove rivelazioni, da parte di due disertori che hanno testimoniato ieri sera davanti al Congresso americano, con un cappuccio nero sul volto per non farsi riconoscere, sui traffici internazionali di Pyongyang di droga e di missili, per intascare valuta pregiata. E nuove smentite oggi della Corea del Nord.
"Storie completamente inventate. Propaganda di bassa lega per isolare ulteriormente la Corea del Nord e il suo popolo", ha reagito da Tokyo l'Associazione dei coreani pro-Pyongyang residenti in Giappone Chosen Soren, tirata in ballo dalle rivelazioni. Queste confermano sospetti riemersi tra l'altro circa un mese fa in seguito alla cattura in acque australiane di un mercantile nordcoreano con un carico di 50 kg di eroina.
Stando alle testimonianze dei due transfughi nordcoreani, residenti da tempo in Corea del Sud e qualificatisi uno come ex alto funzionario del Partito dei lavoratori, e l'altro come ex tecnico di una fabbrica per la produzione di missili, il regime comunista nordcoreano ha cominciato negli anni Ottanta, su diretto ordine dell'allora presidente Kim Il Sung, a produrre oppio su larga scala per esportarlo in vari Paesi, tra cui Cina e Giappone, e ha utilizzato nei suoi missili balistici componenti per il 90% importati clandestinamente dal Giappone.
"Credo che la Corea del Nord sia l'unico Paese al mondo in cui il traffico di eroina e di altre droghe sia diretto e controllato dal Governo", ha detto l'ex alto funzionario del Partito dei lavoratori, secondo il quale circa il 70% dell'interscambio commerciale nordcoreano proviene dallo smercio di droga e dalle vendite di tecnologia per missili balistici a vari Paesi, soprattutto mediorientali. "Per importare i componenti di missili veniva utilizzato, con la cooperazione di agenti del Chosen Soren, il traghetto Mangyongbong-92 -ha precisato l'ex tecnico- dietro la copertura dei suoi viaggi di linea tra la Corea del Nord e il porto di Niigata" in Giappone.
"Sono calunnie, diffuse solo per danneggiarci" si legge nel comunicato diffuso dall'organizzazione Chosen Soren.
Nell'ultimo decennio il traghetto Myongyongbong-92 e' stato l'unico collegamento regolare tra Giappone e Corea del Nord, trasportando, oltre a coreani residenti in Giappone per e dalla madrepatria, milioni di dollari di aiuti in contanti e beni di prima necessita', raccolti tra gli affiliati del Chosen Soren.
Ma da gennaio il traghetto non ha piu' attraccato a Niigata, dopo l'arresto di un coreano accusato dalla polizia nipponica di attivita' di spionaggio con l'aiuto del comandante della nave.
Funzionari del ministero del Commercio giapponese hanno preferito non commentare le rivelazioni sul contrabbando in Corea del Nord di componenti militari prodotti in Giappone, limitandosi ad affermare che sono gia' in atto stretti controlli sugli scambi tra i due Paesi, privi di rapporti diplomatici.
La settimana scorsa la polizia di Tokyo ha perquisito una societa' gestita da un giapponese di origine coreana sospettata di export illegale di tecnologia per uso militare e, stando al quotidiano conservatore 'Sankei', sarebbero almeno sei le societa' nel mirino degli inquirenti per aver venduto alla Corea del Nord componenti di armi di distruzione di massa.
Con l'aggravarsi della crisi nucleare, il Giappone sta studiando, in collaborazione con gli Stati Uniti, l'adozione di sanzioni economiche contro la Corea del nord per bloccarne il traffico di droga e le esportazioni di missili.
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