Corea del Sud. Hwang ha pagato la mafia russa per clonare un mammut
Uno scienziato utilizza i fondi provenienti da donazioni private per comprare dalla mafia russa tessuti di mammut per poter clonare questa specie estinta. Non e' un nuovo film della serie Jurassic Park ma l'ultima rivelazione sul famigerato scienziato sudcoreano Hwang Woo-suk, balzato l'anno scorso agli onori della cronaca per aver falsificato le sue ricerche sulle cellule staminali embrionali.
Durante un'udienza davanti ad un tribunale di Seul Hwang, che deve rispondere dell'accusa di frode ed appropriazione indebita, ha dichiarato oggi di aver utilizzato una parte del circa 1 miliardo di won (820.000 euro) che aveva ricevuto da donatori privati per continuare le sue ricerche per quelle che in precedenza aveva definito vagamente 'attivita' periferiche legate alla ricerca'. Ma, ha ammesso oggi, 'Una parte del denaro e' stata spesa per contattare la mafia russa perche' stavamo cercando di clonare i mammut'.
Qualche tempo fa Hwang aveva detto di aver ottenuto del tessuto di mammut da un ghiacciaio e di aver cercato di clonarlo per tre volte senza successo.
Nel maggio scorso Hwang, che era prima considerato un eroe nazionale per i suoi presunti successi in campo scientifico, e' stato incriminato in relazione alle accuse di aver organizzato una truffa per mettere le mani su 2,8 miliardi di won (2,4 milioni di euro) tra titoli di stato e donazioni private e di aver violato la normativa sulla bioetica per essersi impossessato di ovuli umani a scopo di ricerca.
L'anno scorso un'inchiesta interna all'Universita' nazionale di Seul, dove lavorava Hwang, aveva scoperto che l'equipe dello scienziato aveva manipolato dei dati per supportare i risultati delle sue ricerche nel campo delle cellule staminali.
In base all'ordinamento sudcoreano il reato di peculato (l'uso improprio di denaro pubblico) viene punito con una pena fino a 10 anni di carcere mentre la violazione delle norme bioetiche prevede un massimo di tre anni di prigione.
Fino ad oggi Hwang aveva negato ogni accusa sostenendo che quei fondi erano stati utilizzati esclusivamente a scopi di ricerca e aveva tentato di giustificare le spese fuori bilancio affermando che erano riconducibili ai costi dei viaggi e dell' alloggio dei giovani ricercatori della sua equipe.
'Avete idea di quanto sia difficile ottenere quattro o cinque ovaie in una macelleria? Bisogna fare in modo che chi lavora li' sia felice', aveva detto.
Le ricerche di Hwang avevano alimentato forti speranze nella comunita' scientifica internazionale perche' sembravano confermare che gli embrioni delle cellule staminali potessero essere utilizzati per creare dei tessuti in grado di riparare dei danni agli organi interni (ad esempio gravi lesioni al midollo spinale) e curare malattie come il diabete.
Durante un'udienza davanti ad un tribunale di Seul Hwang, che deve rispondere dell'accusa di frode ed appropriazione indebita, ha dichiarato oggi di aver utilizzato una parte del circa 1 miliardo di won (820.000 euro) che aveva ricevuto da donatori privati per continuare le sue ricerche per quelle che in precedenza aveva definito vagamente 'attivita' periferiche legate alla ricerca'. Ma, ha ammesso oggi, 'Una parte del denaro e' stata spesa per contattare la mafia russa perche' stavamo cercando di clonare i mammut'.
Qualche tempo fa Hwang aveva detto di aver ottenuto del tessuto di mammut da un ghiacciaio e di aver cercato di clonarlo per tre volte senza successo.
Nel maggio scorso Hwang, che era prima considerato un eroe nazionale per i suoi presunti successi in campo scientifico, e' stato incriminato in relazione alle accuse di aver organizzato una truffa per mettere le mani su 2,8 miliardi di won (2,4 milioni di euro) tra titoli di stato e donazioni private e di aver violato la normativa sulla bioetica per essersi impossessato di ovuli umani a scopo di ricerca.
L'anno scorso un'inchiesta interna all'Universita' nazionale di Seul, dove lavorava Hwang, aveva scoperto che l'equipe dello scienziato aveva manipolato dei dati per supportare i risultati delle sue ricerche nel campo delle cellule staminali.
In base all'ordinamento sudcoreano il reato di peculato (l'uso improprio di denaro pubblico) viene punito con una pena fino a 10 anni di carcere mentre la violazione delle norme bioetiche prevede un massimo di tre anni di prigione.
Fino ad oggi Hwang aveva negato ogni accusa sostenendo che quei fondi erano stati utilizzati esclusivamente a scopi di ricerca e aveva tentato di giustificare le spese fuori bilancio affermando che erano riconducibili ai costi dei viaggi e dell' alloggio dei giovani ricercatori della sua equipe.
'Avete idea di quanto sia difficile ottenere quattro o cinque ovaie in una macelleria? Bisogna fare in modo che chi lavora li' sia felice', aveva detto.
Le ricerche di Hwang avevano alimentato forti speranze nella comunita' scientifica internazionale perche' sembravano confermare che gli embrioni delle cellule staminali potessero essere utilizzati per creare dei tessuti in grado di riparare dei danni agli organi interni (ad esempio gravi lesioni al midollo spinale) e curare malattie come il diabete.
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