Correa: sono costernato per politiche migratorie Ue
Il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha espresso la sua 'costernazione' in merito alle politiche migratorie dell'Unione Europea, assicurando che pur se il suo governo si adoperera' per regolarizzare la situazione degli ecuadoriani emigrati illegalmente nel continente, 'non ci metteremo mai in ginocchio' per risolvere tale questione.
Nel suo abituale messaggio radiofonico al Paese, il capo dello stato si e' lamentato per il fatto che i governi della Ue 'hanno reso piu' dure le leggi migratorie', in pratica, ha precisato, 'hanno criminalizzato l'immigrazione', tanto che, ha specificato, 'sono giunti a incarcerare immigrati che sono privi di documenti'.
Correa si riferiva al caso dell'ecuadoriana Ana Camarja e di sua figlia Angelica, di 11 anni, che lui stesso ha visitato mercoledi' scorso in un centro di detenzione nei pressi di Bruxelles, dove si e' recato in visita privata.
'Tale passo e' infamante, un insulto alla dignita' umana', ha sostenuto il presidente, assicurando che e' disposto 'a lottare per le rivendicazioni dei nostri compatrioti'.
Correa ha concluso il suo intervento su tale questione ricordando che 'l'America Latina ha accolto, tra gli altri, milioni di immigrati italiani e spagnoli' e definendo 'una tragedia umana' la situazione che affrontano gli ecuadoregni che si sono separati dai loro familiari per emigrare in cerca di lavoro e che, ora, 'non posso lasciare il Paese in cui si sono recati perche' non hanno i loro documenti in regola'.
Nel suo abituale messaggio radiofonico al Paese, il capo dello stato si e' lamentato per il fatto che i governi della Ue 'hanno reso piu' dure le leggi migratorie', in pratica, ha precisato, 'hanno criminalizzato l'immigrazione', tanto che, ha specificato, 'sono giunti a incarcerare immigrati che sono privi di documenti'.
Correa si riferiva al caso dell'ecuadoriana Ana Camarja e di sua figlia Angelica, di 11 anni, che lui stesso ha visitato mercoledi' scorso in un centro di detenzione nei pressi di Bruxelles, dove si e' recato in visita privata.
'Tale passo e' infamante, un insulto alla dignita' umana', ha sostenuto il presidente, assicurando che e' disposto 'a lottare per le rivendicazioni dei nostri compatrioti'.
Correa ha concluso il suo intervento su tale questione ricordando che 'l'America Latina ha accolto, tra gli altri, milioni di immigrati italiani e spagnoli' e definendo 'una tragedia umana' la situazione che affrontano gli ecuadoregni che si sono separati dai loro familiari per emigrare in cerca di lavoro e che, ora, 'non posso lasciare il Paese in cui si sono recati perche' non hanno i loro documenti in regola'.
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