Corte di Giustizia: coniugi dei cittadini Ue hanno diritto a soggiornare in Ue
Chi e' coniuge di un cittadino dell'Ue ma viene da un Paese esterno all'area a Ventisette ha pieno diritto di circolare e soggiornare in Europa, e puo' seguire il marito o la moglie senza l'obbligo di prendere prima residenza in uno Stato membro. Lo ha deciso la Corte di Giustizia delle Comunta' europee, chiarendo i termini di applicazione della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini dell'Unione del 29 aprile 2004. L'intervento dei giudici del Lussemburgo e' stato sollecitato dall'Alta Corte d'Irlanda a causa dei molti ricorsi presentati contro il governo di Dublino che aveva recepito la direttiva in modo da permettere a un cittadino di un Paese terzo, familiare di uno dell'Unione, di soggiornare con il coniuge in Irlanda o raggiungerlo solo se aveva la residenza legale in un altro Stato membro. "La Corte", si legge nel testo della sentenza, "constata che la definizione di familiari contenuta nella direttiva non pone distinzioni a seconda che essi abbiano gia' soggiornato legalmente, o meno, in un altro Stato membro". Per i giudici, inoltre, il coniuge extracomunitario di un cittadino dell'Unione che voglia ricongiungersi al marito o alla moglie, puo' beneficiare della direttiva indipendentemente "dal luogo e dalla data del matrimonio". Quindi il ricongiungimento non e' revocabile anche se i familiari extracomunitari hanno fatto ingresso nella Ue prima del matrimonio, anche se allo Stato membro ospitante resta il diritto di "sanzionare l'ingresso e il soggiorno compiuti violando le norme nazionali in materia di immigrazione".
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