Corte Strasburgo: Svizzera riveda legge su suicidio assistito
La legge svizzera non precisa in modo sufficiente in quali casi e' ammesso il suicidio assistito. Lo ha stabilito la Corte Europea per i diritti umani, alla quale si era rivolta una donna di ottanta anni che non era riuscita ad ottenere il trattamento. La Corte di Strasburgo ha condannato la Svizzera per questa ''incertezza'', che ha causato alla querelante ''un considerevole stato di angoscia''. Anche se non soffriva di alcuna patologia clinica, Alda Gross di 82 anni, aveva cercato da diverso tempo di porre fine si suoi giorni, per non affrontare il declino legato all'eta'. Ma i diversi medici che ha consultato si sono rifiutati di prescriverle una dose del farmaco mortale utilizzato in questi casi e la sua domanda era stata respinta anche dalle autorita' sanitarie del cantone di Zurigo, dove risiede la donna. La signora Gross aveva fatto ricorso anche alla giustizia svizzera, la quale ha tuttavia giudicato che la donna non rientrava nelle condizioni fissate dalle direttive dell'accademia svizzera di medicina, visto che non soffriva di una malattia allo stadio terminale. La Corte europea ha invece stabilito che le direttive ''emesse da una organizzazione che non appartiene allo Stato, non hanno il valore di legge'' e che dovrebbero essere le autorita' svizzere a fissare le direttive applicabili in casi come questo. La sentenza non e' comunque definitiva: le parti hanno a disposizione tre mesi per chiedere un riesame del caso davanti alla Camera alta della Corte.
La Svizzera deve ancora valutare se impugnare la sentenza.. ''La sentenza non e' ancora definitiva. Dobbiamo esaminarla a fondo con le autorita' competenti e poi decideremo se chiederemo un rinvio alla Grande Camera della Corte'', ha detto all'ansa il portavoce del competente ufficio federale di giustizia Folco Galli. ''Abbiamo tre mesi per presentare un eventuale domanda'', ha aggiunto. Se la sentenza ''sara' confermata o se rinunciamo ad un rinvio, diventera' vincolante e la Confederazione sarebbe tenuta ad applicare la sentenza'', ha aggiunto. La legge svizzera autorizza il suicidio assistito ma solo se l'atto e' commesso dalla persona stessa e se coloro che la assistono non agiscono per ''motivi egoistici''. A piu' riprese, le autorita' elvetiche hanno esaminato la possibilita' di meglio regolamentare l'assitenza al suicidio, ma hanno poi rinunciato a modifiche legislative.
La Svizzera deve ancora valutare se impugnare la sentenza.. ''La sentenza non e' ancora definitiva. Dobbiamo esaminarla a fondo con le autorita' competenti e poi decideremo se chiederemo un rinvio alla Grande Camera della Corte'', ha detto all'ansa il portavoce del competente ufficio federale di giustizia Folco Galli. ''Abbiamo tre mesi per presentare un eventuale domanda'', ha aggiunto. Se la sentenza ''sara' confermata o se rinunciamo ad un rinvio, diventera' vincolante e la Confederazione sarebbe tenuta ad applicare la sentenza'', ha aggiunto. La legge svizzera autorizza il suicidio assistito ma solo se l'atto e' commesso dalla persona stessa e se coloro che la assistono non agiscono per ''motivi egoistici''. A piu' riprese, le autorita' elvetiche hanno esaminato la possibilita' di meglio regolamentare l'assitenza al suicidio, ma hanno poi rinunciato a modifiche legislative.
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