Corte: il trans rimane giuridicamente 'padre' anche dopo cambio sesso
Anche dopo l'intervento che le trasforma in "donne", i transessuali possono essere ritenuti "padri" per la legge. Lo ha deciso oggi la Corte d'appello di Colonia, nell'ovest della Germania.Per far sí che siano riconosciuti tali, devono essere iscritti al registro dell'anagrafe con il loro cognome precedente da uomo.
Il caso finito in tribunale parlava di una trans 40enne, che prima dell'intervento per cambiare sesso aveva fatto congelare il suo sperma in una banca del seme. La sua partner 36enne si è fatta sottoporre a una fecondazione assistita e ha dato alla luce un bimbo. In seguito hanno contratto all'anagrafe della città renana un'unione di fatto e la 40enne transessuale ha riconosciuto davanti all'ufficio minori la paternità del piccolo.
L'ufficio anagrafe ha avuto qualche dubbio sulla costituzionalità del riconoscimento di paternità, perchè di norma viene assegnata solo a persone di sesso maschile, e ha sporto querela.
La Corte d'appello di Colonia ha riconosciuto peró che i transessuali giuridicamente sono da ritenersi padri. Il rapporto con i figli dovrebbe rimanere intatto nonostante il cambio di sesso. Ció vale anche per la prole nata dopo il cambio di sesso.
Conoscere la propria origine è di particolare importanza per i bambini. Non sapere spiegare da dove si viene, potrebbe rendere insicuri e essere un peso.
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