Costa (Onu) rimprovera l'Italia: i tossicodipendenti vanno curati, non incarcerati
Piu' interventi per la terapia antidroga, per la prevenzione e l'educazione scolastica. E' quanto ha chiesto il direttore esecutivo dell'ufficio Onu contro la droga e il crimine, Antonio Costa durante la conferenza sull'uso degli stupefacenti in Italia che si e' tenuta questa mattina a Palazzo Chigi. L'azione di controllo e' progredita, ha spiegato, ma la preoccupazione resta alta: il consumo di marijuana e di droghe sintetiche nel nostro Paese e' in crescita. "Negli ultimi anni l'Italia e' andata contro corrente. I mercati globali di cocaina, eroina e cannabis sono stabili o in declino, soprattutto negli Stati uniti e in alcuni paesi europei", ma e' in crescita "la produzione e l'uso di droghe sintetiche, nei paesi in via di sviluppo e specialmente nei paesi del sud-est asiatico". Il quadro italiano e' ricco di chiaro-scuri "e non ha seguito" il trend positivo che si e' registrato negli altri paesi industrializzati. "In Italia - ha spiegato ancora Costa - sono 326 mila le persone affette da problemi di droga, ossia il secondo numero piu' alto in Europa dopo il Regno unito", la maggior parte dipendenti dalla cocaina. E non solo. I consumatori di cannabis tra il 2002 e il 2007 sono raddoppiati. Sono il 14,6% della popolazione, una delle piu' alte del mondo.
Per il funzionario delle Nazioni unite "l'intero sistema Italia - scuola, sanita', mezzi d i informazione, atleti, artisti e personaggi di spicco - deve dare piu' importanza alla sensibilizzazione dei giovani che la droga uccide. Uccide soprattutto la mente - ha insistito - e a volte il corpo stesso. Una parte importante e crescente dei massacri del sabato sera e' il risultato di carente informazione e vigilanza".
Costa ha poi chiesto ai governi e alle agenzie dell'Onu di assicurare l'accesso universale alle terapie di recupero perche' - ha spiegato - i drogati non vanno arrestati e chiusi in carcere, ma curati in ospedale.
A chi ritiene che le politiche di contrasto a livello mondiale siano inefficaci, Costa ha replicato sostenendo che nel 2008 la coltivazione mondiale di foglia di coca si e' ridotta del 18% e quella dell'oppio del 19%, e che i sequestri di cocaina ed eroina sono in crescita. "Fallire nel contrasto alle mafie internazionali - ha concluso - significa esporre la nostra societa' al rischio che l'opinione pubblica si dimostri meno ostile di oggi alla legalizzazione delle droghe. Controlli meno severi sulla droga sarebbero un errore storico".
Per il funzionario delle Nazioni unite "l'intero sistema Italia - scuola, sanita', mezzi d i informazione, atleti, artisti e personaggi di spicco - deve dare piu' importanza alla sensibilizzazione dei giovani che la droga uccide. Uccide soprattutto la mente - ha insistito - e a volte il corpo stesso. Una parte importante e crescente dei massacri del sabato sera e' il risultato di carente informazione e vigilanza".
Costa ha poi chiesto ai governi e alle agenzie dell'Onu di assicurare l'accesso universale alle terapie di recupero perche' - ha spiegato - i drogati non vanno arrestati e chiusi in carcere, ma curati in ospedale.
A chi ritiene che le politiche di contrasto a livello mondiale siano inefficaci, Costa ha replicato sostenendo che nel 2008 la coltivazione mondiale di foglia di coca si e' ridotta del 18% e quella dell'oppio del 19%, e che i sequestri di cocaina ed eroina sono in crescita. "Fallire nel contrasto alle mafie internazionali - ha concluso - significa esporre la nostra societa' al rischio che l'opinione pubblica si dimostri meno ostile di oggi alla legalizzazione delle droghe. Controlli meno severi sulla droga sarebbero un errore storico".
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