Lunedì 8 giugno 2026
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Costa (Onu) rimprovera l'Italia: i tossicodipendenti vanno curati, non incarcerati

U.E. - ITALIA
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Piu' interventi per la terapia antidroga, per la prevenzione e l'educazione scolastica. E' quanto ha chiesto il direttore esecutivo dell'ufficio Onu contro la droga e il crimine, Antonio Costa durante la conferenza sull'uso degli stupefacenti in Italia che si e' tenuta questa mattina a Palazzo Chigi. L'azione di controllo e' progredita, ha spiegato, ma la preoccupazione resta alta: il consumo di marijuana e di droghe sintetiche nel nostro Paese e' in crescita. "Negli ultimi anni l'Italia e' andata contro corrente. I mercati globali di cocaina, eroina e cannabis sono stabili o in declino, soprattutto negli Stati uniti e in alcuni paesi europei", ma e' in crescita "la produzione e l'uso di droghe sintetiche, nei paesi in via di sviluppo e specialmente nei paesi del sud-est asiatico". Il quadro italiano e' ricco di chiaro-scuri "e non ha seguito" il trend positivo che si e' registrato negli altri paesi industrializzati. "In Italia - ha spiegato ancora Costa - sono 326 mila le persone affette da problemi di droga, ossia il secondo numero piu' alto in Europa dopo il Regno unito", la maggior parte dipendenti dalla cocaina. E non solo. I consumatori di cannabis tra il 2002 e il 2007 sono raddoppiati. Sono il 14,6% della popolazione, una delle piu' alte del mondo.
Per il funzionario delle Nazioni unite "l'intero sistema Italia - scuola, sanita', mezzi d i informazione, atleti, artisti e personaggi di spicco - deve dare piu' importanza alla sensibilizzazione dei giovani che la droga uccide. Uccide soprattutto la mente - ha insistito - e a volte il corpo stesso. Una parte importante e crescente dei massacri del sabato sera e' il risultato di carente informazione e vigilanza".
Costa ha poi chiesto ai governi e alle agenzie dell'Onu di assicurare l'accesso universale alle terapie di recupero perche' - ha spiegato - i drogati non vanno arrestati e chiusi in carcere, ma curati in ospedale.
A chi ritiene che le politiche di contrasto a livello mondiale siano inefficaci, Costa ha replicato sostenendo che nel 2008 la coltivazione mondiale di foglia di coca si e' ridotta del 18% e quella dell'oppio del 19%, e che i sequestri di cocaina ed eroina sono in crescita. "Fallire nel contrasto alle mafie internazionali - ha concluso - significa esporre la nostra societa' al rischio che l'opinione pubblica si dimostri meno ostile di oggi alla legalizzazione delle droghe. Controlli meno severi sulla droga sarebbero un errore storico".
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