Coupon sconti sempre più utilizzati
Il mercato dei coupon in Italia continua a macinare numeri da record. Nella prima metà del 2026, lo sconto in cassa si consolida come una delle abitudini di spesa più radicate per gli italiani, spinto da un mix maturo tra strumenti digitali e tradizionali e dalla costante ricerca di strategie anti-inflazione.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sul mercato del couponing curato da Savi (martech company leader nella gestione dei buoni sconto nella GDO), nei primi sei mesi dell’anno sono stati distribuiti in Italia ben 122,5 milioni di buoni sconto, segnando un incremento del +6,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
I numeri del semestre: cresce il valore del “carrello scontato”
Il dato più rilevante riguarda il valore economico complessivo dei coupon emessi, che è schizzato a 198,4 milioni di euro, con una crescita netta del +9% su base annua. Aumenta anche il potere di risparmio del singolo buono: il valore medio facciale sale a 1,62 euro (+5%). Un incremento che dimostra come i coupon abbiano ormai assunto il ruolo di vero e proprio scudo per attenuare l’impatto del costo della vita sul carrello della spesa.
Digitale e cartaceo: un mix maturo
Sul fronte dei canali di utilizzo, si registra una fase di stabilizzazione:
- Coupon digitali: Si confermano al 18% del transato in cassa, una quota identica a quella dello scorso anno. Dopo la corsa degli ultimi anni, il formato dematerializzato sembra aver raggiunto un primo plateau, anche se gli esperti prevedono una nuova spinta al rialzo trainata dall’adozione sempre più trasversale dello smartphone tra tutte le fasce d’età.
- Redemption (Tasso di riscatto): La vera sfida del 2026 si gioca sulla conversione. I canali digitali (siti web, email, social e carte fedeltà) vedono la redemption salire dal 23% dello scorso anno al 25%.
- Il re del cartaceo: Tra i formati tradizionali, trionfa l’on-pack (il buono posizionato direttamente sulla confezione del prodotto), che si conferma una leva promozionale micidiale, portando la sua redemption dal 78% all’80%.
(FoodAffairs.it)