Cpt Bari: una prigione
Il vicepresidente della commissione cultura della Camera, Alba Sasso (Sinistra democratica), ha visitato oggi il Centro di permanenza temporanea (Cpt) di Bari San Paolo trovando una 'vera e propria prigione sotto altro nome'. Ne da' notizia la parlamentare in una nota.
Nella struttura -spiega- le condizioni di vita continuano 'ad essere quelle di una prigione, in cui pero' sono rinchiusi detenuti speciali, senza condanne ne' processi: sono imputati di immigrazione, reato cui vengono riservate attenzioni sempre piu' speciali'. Durante la visita ha constatato 'come nessun passo in avanti sia stato fatto verso la direzione da tempo indicata, il superamento e quindi la chiusura di questi centri. Se possibile, la situazione e' ancora peggiore rispetto alle altre numerose visite compiute presso il centro'. 'Lo spettacolo era il solito: disordine, sovraffollamento, desolazione, nessuno spazio di liberta' o di socialita' concesso ai detenuti. Ma sono soprattutto le assenze, che hanno destato impressione. Assenti le tracce dei recenti episodi di repressione dei tentativi di fuga, assenti gli avvocati, non c'e' ombra di assistenza legale che pure dovrebbe essere garantita agli immigrati; assente ogni richiesta di asilo politico, pur in presenza di persone che provengono da aree a rischio, e che dovrebbero avere diritto a questo tipo di accoglienza'. 'Addirittura assenza di orologi al polso delle persone, e nei corridoi del centro, cosi' che viene impedita loro anche la scelta dell'ora in cui svolgere le loro preghiere. La presenza di minori, invece, e' evidente, dalle facce e dalle dichiarazioni delle persone raccolte grazie alla presenza di un interprete'.
Nella struttura -spiega- le condizioni di vita continuano 'ad essere quelle di una prigione, in cui pero' sono rinchiusi detenuti speciali, senza condanne ne' processi: sono imputati di immigrazione, reato cui vengono riservate attenzioni sempre piu' speciali'. Durante la visita ha constatato 'come nessun passo in avanti sia stato fatto verso la direzione da tempo indicata, il superamento e quindi la chiusura di questi centri. Se possibile, la situazione e' ancora peggiore rispetto alle altre numerose visite compiute presso il centro'. 'Lo spettacolo era il solito: disordine, sovraffollamento, desolazione, nessuno spazio di liberta' o di socialita' concesso ai detenuti. Ma sono soprattutto le assenze, che hanno destato impressione. Assenti le tracce dei recenti episodi di repressione dei tentativi di fuga, assenti gli avvocati, non c'e' ombra di assistenza legale che pure dovrebbe essere garantita agli immigrati; assente ogni richiesta di asilo politico, pur in presenza di persone che provengono da aree a rischio, e che dovrebbero avere diritto a questo tipo di accoglienza'. 'Addirittura assenza di orologi al polso delle persone, e nei corridoi del centro, cosi' che viene impedita loro anche la scelta dell'ora in cui svolgere le loro preghiere. La presenza di minori, invece, e' evidente, dalle facce e dalle dichiarazioni delle persone raccolte grazie alla presenza di un interprete'.
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