Cresce propensione al risparmio delle famiglie. Istat
Nel 2013 - si legge nel Rapporto annuale 2014 dell'Istat - è tornata ad aumentare la propensione al risparmio (ovvero il risparmio lordo sul reddito disponibile), risalita al 9,8% dopo il minimo storico dell'8,4% toccato nel 2012. Per la prima volta dall'inizio della crisi, nel 2013 la riduzione dei consumi è stata maggiore di quella del reddito. Dopo qualche anno di contrazione dei redditi reali e probabilmente in seguito al diffondersi della percezione che la crisi non era conclusa, sembra che le famiglie abbiano smesso di finanziare la spesa contraendo il risparmio. È emersa una tendenza a riportare il rapporto tra consumo e reddito su livelli più contenuti, maggiormente in linea con la situazione prevalente negli altri paesi. Nella prima fase della recessione le famiglie con forti vincoli di bilancio hanno iniziato a contrarre i propri livelli di spesa; nel 2012, invece, la spesa in termini nominali si riduce anche per i nuclei con livelli di spesa più elevati. Tra il 2007 e il 2012, solo le famiglie di ritirati dal lavoro hanno conservato livelli medi di consumo mensile positivi. Nel 2011 e nel 2012 si è ridotta in misura marcata la spesa delle famiglie di lavoratori autonomi e di operai, specie di quelle monoreddito e con un elevato numero di componenti. Nel 2012 si è registrato il primo importante calo della spesa per le famiglie del Nord, dopo che negli anni precedenti i cali più marcati avevano riguardato le famiglie nel Mezzogiorno.
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