Crisi. Conad: si vendono meno biscotti, quindi siamo in ripresa...
Tutti gli esperti sono d'accordo nel pronosticare la fine prossima della recessione in cui l'Italia e' entrata alla meta' del 2011 e che restera' la piu' lunga della sua storia repubblicana. I segni precursori di questa buona notizia non mancano, a cominciare dagli indici di fiducia che ritrovano il livello del 2011: quello delle famiglie e' passato da 104 a 109 punti dall'inizio dell'anno e quello degli imprenditori da 91 a 95. La produzione industriale a dicembre ha registrato un piccolo aumento (+ 0,4 per cento); persino il tasso di disoccupazione, che nel novembre 2014 aveva toccato il record del 13,2, per cento, da allora e' calato fino al 12,6 per cento, anche se 6 milioni di persone restano in una condizione di "poverta' assoluta" secondo il rapporto 2015 dell'Istituto nazionale di statistica (Istat). I consumi registrano cosi' una modesta ripresa; e la prova e' l'andamento delle vendite dei biscotti. Una constatazione del direttore della catena di grande distribuzione alimentare Conad: constatando un'erosione nelle vendite di biscotti, fette biscottate e merendine per la prima colazione, ne ha dedotto che i suoi compatrioti hanno ritrovato l'abitudine di consumare caffe' e cornetto al bar sotto casa prima di recarsi al lavoro. Un'analisi corroborata dagli operatori nella vendita di farina prodotta nelle zone rurali del Sud, le piu' toccate dalla crisi; e parallelamente da quelli della distribuzione, che registrano un aumento del 25 per cento dei prodotti dietetici e del 10 per cento delle specialita' alimentari. I biscotti faranno primavera in Italia? Piu' seriamente, ci sono altri dati incoraggianti che segnalano una nuova tendenza: le vendite di appartamenti tra privati registrano un aumento del 5,5 per cento aiutate dai tassi di interesse particolarmente bassi; a gennaio sono aumentati del 10 per cento anche i crediti al consumo; sempre a gennaio, le vendite di auto nuove sono risalite dell'11 per cento rispetto al 2014 ed il consumo di carburanti dello 0,4. Infine gli alberghi stanno vedendo il ritorno della clientela italiana che li aveva abbandonati negli ultimi anni.
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