Venerdì 5 giugno 2026
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La crisi dei mercati aumenta le difficolta' di Telecom Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ieri il titolo Telecom e' rimasto sotto quota 1 euro in una seduta di Borsa che asseconda le voci su possibili difficolta' per l'arrivo di un nuovo socio. Franco Bernabe' mantiene la barra al centro e, oltre a rassicurare che la societa' 'e' in grado di reggere la tempesta' dei mercati finanziari, in una lettera ai dipendenti ribadisce che il debito 'non preoccupa' e puntualizza anche il capitolo delle manifestazioni d'interesse, 'arrivate in questi ultimi tempi da parte di istituzioni finanziarie internazionali e da soggetti industriali a condividere con noi il percorso di rilancio'.
Anche i soci azionisti di Telco, che controlla il gestore, su richiesta Consob, chiariscono la loro posizione dopo le indiscrezioni di stampa: ribadiscono 'la valenza strategica della partecipazione' e si dichiarano pronti a ripristinare le garanzie sui finanziamenti se dovesse scattare l'obbligo di reintegro mettendo cosi' fine ai rumors di Borsa.
Per quanto riguarda il capitolo nuovi soci, secondo indiscrezioni di stampa sarebbero alla finestra il Lybian Investment Authority, i fondi sovrani di Kuwait e Arabia Saudita e la russa Afk Sistema. Il mercato aveva scommesso nelle scorse settimane su una accelerazione, con la presentazione di offerte entro fine mese, ma 'e' logico che in questo quadro un possibile compratore non abbia fretta di finalizzare - commenta un analista - e per quanto sia un'osservazione scontata e' logico che impatti negativamente'. Il titolo ha lasciato sul terreno il 2,39% scivolando a 0,93 euro, con scambi intensi pari all'1,61% del capitale ordinario. La burrascosa situazione dei mercati pero', avverte Bernabe', rischia di far 'perdere di vista gli obiettivi di tipo industriale' e, confermandoli, ribadisce che al centro resta 'il rafforzamento della posizione di mercato cosi' come la redditivita' di lungo periodo'. 'E' un buon atteggiamento', commentano alcuni stakeholder confermando che l'attenzione resta alta sul piano industriale atteso per il 2 dicembre. In attesa di chiarimenti, pero', gli analisti di Ing hanno tagliato il target price mentre quelli di Societe' Generale, in una nota ai loro clienti, ipotizzano un taglio agli obiettivi in seguito ai risultati del terzo trimestre. 'La situazione del nostro debito non ci preoccupa - ripete inoltre Bernabe' dopo i rumors che hanno alimentato la speculazione - non solo e' ben strutturato, ma abbiamo capacita' di assolvere ai nostri impegni per i prossimi due anni senza ricorrere al mercato'. La posizione finanziaria netta resta pero' il vero 'elemento critico', ribadiscono gli analisti.
'Per ridurre l'indebitamento una strada e' la ricapitalizzazione, l'altra puo' essere rinunciare alla distribuzione del dividendo'. Da questo si potrebbero ricavare circa 1,6 miliardi di euro, che vanno a sommarsi ai 2-3 miliardi che si potrebbero raccogliere con un aumento di capitale dedicato a un nuovo socio. Secondo i conti degli analisti, 'il debito gia' atteso a 35 miliardi di euro per fine anno potrebbe scendere vicino ai 30 miliardi, con un rapporto sul margine operativo lordo ben sotto i 3 e vicino ai 2,6'. L'ipotesi di un taglio al dividendo, commentano nelle sale operative, ha pero' pesantemente frenato le risparmio (-9,3% a 0,6 euro). La caduta del titolo ai minimi storici riporta d'attualita' anche il tema del reintegro delle garanzie da parte dell'azionista di controllo Telco. I meccanismi che regolano il prestito prevedono l'obbligo di reintegro se per un certo numero di sedute consecutive di Borsa il valore del titolo dovesse scendere sceso sotto una determinata soglia. 'I soci dovranno probabilmente a fine anno svalutare la loro partecipazione, ma anche se dovessimo toccare gli 0,85 euro sia le banche che la stessa Telefonica hanno le disponibilita' necessarie per reintegrare le garanzie', spiega un analista. Ed e' la stessa Telco a confermarlo in una nota: 'laddove si rendesse necessario intende dotarsi, anche con il sostegno dei propri azionisti, delle risorse finanziarie necessarie al ripristino dei covenants finanziari'. Attualmente sono in pegno alle banche che avevano concesso le linee di credito (2,4 mld da Capitalia, Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley, Societe' Generale e Calyon; 600 mln da Mps e 260 mln da Antonveneta) azioni pari al 21,42%% del capitale di Telecom. mentre il 3,08% e' libero da vincoli (su una quota complessiva del 24,5%). (Ansa)
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