Crisi oppiacei. Parte processo contro casa farmaceutica in Oklahoma
E' iniziato in Oklahoma il primo processo che chiama in causa un gruppo farmaceutico e le sue potenziali responsabilita' nell'epidemia da oppiacei che ha colpito gli Usa. Johnson & Johnson e' stata accusata di avere condotto una "campagna plurimiliardaria ingannevole per fare il lavaggio del cervello" della gente convincendola, secondo la procura, che gli oppiacei fossero la "droga magica" arrivando di conseguenza a gonfiare le vendite dei suoi antidolorifici piu' potenti. Il procuratore dello stato, Mike Hunter, e' convinto che J&J abbia avuto un ruolo cruciale in quella che ha definito "la peggiore crisi sanitaria provocata dall'uomo nella storia del nostro paese e del nostro stato. Come questo e' successo? Con l'attaccamento al denaro". La tesi della procura e' che il gruppo del New Jersey sia stato al centro della crisi da oppiacei "facendo soldi in ogni fase". L'Oklahoma sostiene che J&J sia stato "il fornitore e la fonte di sostanze usate per produrre gli oppiacei" attraverso controllate in Tasmania, Australia, che coltivano papaveri da cui vengono estratte le sostanze presenti negli oppioidi. Lo stato ha chiamato in causa anche l'americana Purdue (produttrice di OcyContin) e l'israliana Teva. La prima ha patteggiato a marzo versando 270 milioni di dollari; la seconda lo ha fatto sabato scorso versando 85 milioni. J&J, che produce Duragesic e Nucynta, ha respinto le accuse sostenendo che l'Oklahoma non puo' provare che il gruppo ha provocato l'epidemia da oppiacei. Al Nyse il titolo perde lo 0,2% a 138,59 dollari. Da inizio anno e' salito del 7,6%.
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