Giovedì 4 giugno 2026
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Crisi del risparmio gestito: presentato il rapporto Banca d'Italia

Notizia ·
La Banca d'Italia ha pubblicato interessantissimo rapporto sulla crisi del risparmio gestito. Pubblichiamo il comunicato stampa con il link per scaricarlo dal sito stesso. 
Si rende noto il Rapporto "Fondi comuni italiani: situazione attuale e possibili linee di intervento", curato dal Gruppo di lavoro promosso dalla Banca d'Italia, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell'Economia e delle finanze, della CONSOB e dell'industria.  
La crisi dei fondi comuni italiani, che si protrae da diversi anni con consistenti deflussi netti di risparmio, e' ascrivibile principalmente ai seguenti fattori: asimmetrie nella regolamentazione in materia di trasparenza dei diversi prodotti finanziari; elementi di criticita' delle reti di vendita; limitata autonomia delle SGR nell'ambito dei gruppi di appartenenza; svantaggi fiscali. 
Il Rapporto identifica le seguenti linee di intervento.  
. Garantire l'autonomia delle SGR. Per conseguire tale cruciale obiettivo occorre, tra l'altro, rafforzare i requisiti di indipendenza degli amministratori delle societa' di gestione; adottare un codice di autodisciplina relativo al ruolo delle SGR all'interno dei gruppi societari; delimitare i poteri di indirizzo e coordinamento della capogruppo. 
. Rendere pienamente confrontabili i diversi prodotti. Al riguardo sara' necessario: armonizzare il grado di trasparenza informativa delle obbligazioni bancarie rispetto a quello dei fondi comuni, sia al momento della sottoscrizione, sia durante la vita del titolo;  estendere le regole di comportamento del Testo unico della finanza agli agenti e broker che 
collocano polizze assicurative a contenuto finanziario. 
. Superare gli elementi di criticita' delle reti di vendita. Ciò significa sviluppare canali distributivi piu' diversificati; valorizzare il ruolo dei consulenti indipendenti; innalzare i requisiti di neutralita' e di professionalita' per lo svolgimento dell'attivita' di consulenza; assicurare alla clientela un'adeguata assistenza anche in assenza di consulenza.  
. Armonizzare il regime fiscale, che attualmente penalizza considerevolmente i fondi comuni italiani che sono tassati anno per anno sul rendimento maturato, con quello in vigore per i fondi comuni esteri, che sono tassati, in capo ai partecipanti, sui proventi distribuiti e sulla plusvalenza realizzata al momento del disinvestimento. 
. Favorire la crescita dei nostri fondi comuni anche in Europa; in questa direzione vanno le iniziative comunitarie in materia di passaporto europeo.  
. Dare ulteriore impulso al comparto dei fondi alternativi, semplificando la disciplina dei fondi speculativi e permettendo la distribuzione agli investitori retail dei fondi di fondi alternativi
L'adozione delle linee guida individuate dal Gruppo richiede l'intervento di diversi livelli istituzionali (Parlamento, Ministero dell'Economia e delle finanze, autorita' di vigilanza) e il coinvolgimento degli operatori. L'autoregolamentazione dovra' rivestire un ruolo importante per definire le linee applicative della disciplina. La partecipazione convinta del sistema bancario e delle SGR e' essenziale per il successo di tale processo; in tale direzione, e' importante che le associazioni di categoria (principalmente, ABI e Assogestioni) promuovano e coordinino le  iniziative di autoregolamentazione. 
L'insieme degli interventi delineati potrebbe essere realizzato entro la primavera del 2009. 
Il Documento, infine, auspica che, sulle tematiche strategiche per il futuro degli investitori istituzionali italiani, si mantenga uno stretto coordinamento tra l'industria, l'autorita' di governo e le autorita'  di vigilanza. 
Il Rapporto e' disponibile sul sito Internet della Banca d'Italia (www.bancaditalia.it) nella sezione Vigilanza. 
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