Sabato 6 giugno 2026
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Critiche al progetto di riforma bipartisan sull'immigrazione

AMERICHE - USA
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Sembrano già sfumate le speranze di un rapido passaggio al Senato di Washington del progetto di riforma sull'immigrazione, frutto di un accordo tra i democratici e la Casa Bianca. In particolare, una approvazione entro la fine del mese sarebbe già fuori discussione, ora che i dettagli dell'intesa raggiunta la settimana scorsa sono emersi con maggiore chiarezza.

La proposta, che riconoscerebbe a oltre dodici milioni di immigrati clandestini un'opportunità per uscire allo scoperto, divide il partito repubblicano. La destra conservatrice vede nella misura una sanatoria sotto mutato nome.

Per il moderato John McCain, senatore dell'Arizona e candidato alla nomination del partito, è stata una nuova occasione di polemiche, l'ennesima del suo travagliato inizio di campagna elettorale per le primarie. A favore della riforma, McCain è stato attaccato dal texano John Cornyn, in una seduta a porte chiuse prima dell'annuncio. E McCain avrebbe risposto a suon di improperi e parolacce, per poi scusarsi con il collega, espressione della destra conservatrice e di una fetta importantissima dell'elettorato del sud.

Un'altra senatrice repubblicana, Kay Bailey Hutchison, ha espresso "grandi preoccupazioni per la riforma", proponendo un emendamento per costringere tutti i clandestini a tornare nel Paese d'origine per essere regolarizzati. Sulla base della proposta di legge solo i capi di famiglia che chiedono la carta verde o la cittadinanza. Per tutti gli altri, quelli che vogliono semplicemente continuare a vivere e lavorare negli Usa non occorre lasciare il Paese.

In concreto il senatore Mitch McConnell, leader dell'opposizione repubblicana alla camera alta, ha avvertito che la riforma non passerà così in fretta. Almeno due settimane di emendamenti, tanto per cominciare. Poi si vedrà.

Il dibattito comincia oggi. La legge che ha avuto il senatore di Boston Edward Kennedy tra i suoi principali promotori provvederebbe a un rafforzamento dei controlli di confine contro gli ingressi abusivi nel Paese ma istituirebbe anche un sistema a che premia la professionalità degli immigrati, rispetto ai legami familiari.

Alla Casa Bianca, che da due anni ormai spinge per una riforma del settore e che ha fino ad oggi trovato il muro della destra repubblicana, si gioisce. "Non è una sanatoria", ha detto il segretario al Commercio Commerce Secretary Carlos Gutierrez.
"Dovranno pagare un prezzo per la regolarizzazione e dovranno mettersi in coda. Saranno inoltre controllati i precedenti penali". La durata del visto "Z" è inoltre di due anni al massimo, potrà essere rinnovata ma il richiedente dovrà passare almeno un anno nel Paese d'origine.
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