Crovetti (Brembo): assenza banda larga e norme arcaiche bloccano pmi
Una lucida analisi quella di Paolo Crovetti, direttore Ict di Brembo, sull'inadeguato sviluppo della rete in Italia e delle sue conseguenze negative. Il manager non ha dubbi: scommettere con decisione sulla banda larga e adottare una legislazione adeguata per le nuove tecnologie. La Brembo e' una delle aziende italiane piu' prestigiose ed innovative al mondo (e' quella che produce sistemi frenanti per auto, moto, veicoli commerciali e per il settore delle competizioni: Formula1 compresa).
E' su questi fattori, dice Crovetti in un'intervista rilasciata all'Asca, che il sistema Italia, oggi fanalino di coda in Europa sul terreno dell'innovazione e delle nuove tecnologie, si gioca il proprio futuro.
Per recuperare il gap che separa il nostro Paese dalle realta' piu' avanzate, spiega il manager, 'la chiave del successo e' la banda larga, che rende piu' facile portare e distribuire tutta una serie di servizi e di innovazioni'.
Perche' allo stato attuale, lamenta, 'siamo indietro sulla banda larga in modo tremendo. E i provider di banda larga non stanno percorrendo una strada che possa facilitarne l'utilizzo'. Esattamente il contrario, cioe', della strada seguita con successo da diverse realta', non solo europee.
Per Crovetti, non mancano erto i casi 'virtuosi' ai quali ispirarsi: 'Francia docet. La Francia ha realizzato un piano pluriennale e ha portato a casa un infrastruttura che per l'Italia e' un miraggio. Ma c'e' anche l'esempio del Giappone, dove tutto e' in fibra ottica: c'e' stata una progettazione a medio e lungo termine. Mentre quello italiano e' un caso di mancata integrazione tra centro e periferia.
Perche' i cavidotti per portare la fibra, ci sono.
Basta considerare che i comuni hanno l'Enel e hanno il gas.
Inserire nei cavi gia' esistenti una fibra ottica non e' difficile: noi in Brembo siamo stati costretti a farlo tra Curno e Stezzano. Ma in Italia manca un disegno globale su cosa voglia dire fare la banda larga nel territorio'.L'altra criticita' tutta italiana e' per Crovetti 'la nostra legislazione: le leggi vigenti sul mondo It non sono fatte in una logica coerente con la filosofia della stessa It, e coerente con la flessibilita' e con la velocita' che richiede l'It'.
Il problema piu' concreto su questo terreno, puntualizza Crovetti, e' che in Italia 'abbiamo una legislazione che si basa ancora troppo sugli strumenti cartacei. E quando un'azienda decide di sostituire la classica carta, la normativa impone tutta una serie di meccanismi che alla lunga scoraggiano le aziende. A questo punto per un'azienda e' molto piu' semplice, oltre che meno costoso, archiviare le proprie fatture con strumenti cartacei, invece di effettuare investimenti dilungo periodo. Quindi se un Gruppo come Brembo puo' permettersi questi impatti economici, la situazione cambia nelle dimensioni aziendali meno estese. Non bisogna dimenticare che il tessuto produttivo italiano e' costituito da piccole e medie imprese.
Quindi abbiamo bisogno di una legislazione e di una serie di facilities per aiutare non i grandi gruppi, che il piu' delle volte ci arrivano da soli, ma le piccole imprese. Altro elemento in cui siamo carenti e' la facilita' e la capacita' di interconnessione tra le varie aziende, viste le dimensioni piccole medie delle imprese italiane. Su questo fronte ci sono spazi per ricavare tanta efficienza e riduzione dei costi. Soldi che poi torneranno nel portafoglio delle aziende per fare innovazione: e' questo il volano da attivare'.
E' su questi fattori, dice Crovetti in un'intervista rilasciata all'Asca, che il sistema Italia, oggi fanalino di coda in Europa sul terreno dell'innovazione e delle nuove tecnologie, si gioca il proprio futuro.
Per recuperare il gap che separa il nostro Paese dalle realta' piu' avanzate, spiega il manager, 'la chiave del successo e' la banda larga, che rende piu' facile portare e distribuire tutta una serie di servizi e di innovazioni'.
Perche' allo stato attuale, lamenta, 'siamo indietro sulla banda larga in modo tremendo. E i provider di banda larga non stanno percorrendo una strada che possa facilitarne l'utilizzo'. Esattamente il contrario, cioe', della strada seguita con successo da diverse realta', non solo europee.
Per Crovetti, non mancano erto i casi 'virtuosi' ai quali ispirarsi: 'Francia docet. La Francia ha realizzato un piano pluriennale e ha portato a casa un infrastruttura che per l'Italia e' un miraggio. Ma c'e' anche l'esempio del Giappone, dove tutto e' in fibra ottica: c'e' stata una progettazione a medio e lungo termine. Mentre quello italiano e' un caso di mancata integrazione tra centro e periferia.
Perche' i cavidotti per portare la fibra, ci sono.
Basta considerare che i comuni hanno l'Enel e hanno il gas.
Inserire nei cavi gia' esistenti una fibra ottica non e' difficile: noi in Brembo siamo stati costretti a farlo tra Curno e Stezzano. Ma in Italia manca un disegno globale su cosa voglia dire fare la banda larga nel territorio'.L'altra criticita' tutta italiana e' per Crovetti 'la nostra legislazione: le leggi vigenti sul mondo It non sono fatte in una logica coerente con la filosofia della stessa It, e coerente con la flessibilita' e con la velocita' che richiede l'It'.
Il problema piu' concreto su questo terreno, puntualizza Crovetti, e' che in Italia 'abbiamo una legislazione che si basa ancora troppo sugli strumenti cartacei. E quando un'azienda decide di sostituire la classica carta, la normativa impone tutta una serie di meccanismi che alla lunga scoraggiano le aziende. A questo punto per un'azienda e' molto piu' semplice, oltre che meno costoso, archiviare le proprie fatture con strumenti cartacei, invece di effettuare investimenti dilungo periodo. Quindi se un Gruppo come Brembo puo' permettersi questi impatti economici, la situazione cambia nelle dimensioni aziendali meno estese. Non bisogna dimenticare che il tessuto produttivo italiano e' costituito da piccole e medie imprese.
Quindi abbiamo bisogno di una legislazione e di una serie di facilities per aiutare non i grandi gruppi, che il piu' delle volte ci arrivano da soli, ma le piccole imprese. Altro elemento in cui siamo carenti e' la facilita' e la capacita' di interconnessione tra le varie aziende, viste le dimensioni piccole medie delle imprese italiane. Su questo fronte ci sono spazi per ricavare tanta efficienza e riduzione dei costi. Soldi che poi torneranno nel portafoglio delle aziende per fare innovazione: e' questo il volano da attivare'.
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